Nuove centraline sul Piave «I siti scelti con Google Maps»

Il sindaco Vendramini annuncia la resistenza del Comune ai due progetti «Si tratta di un’area franosa e assolutamente inadatta a ospitare manufatti» 





La scadenza è il 2 agosto. Il Comune di Ponte nelle Alpi avrà tempo fino a quella data per presentare in Provincia le osservazioni relative ai progetti presentati da due società - l’altoatesina Eneralt Srl e la concorrente Laut Srl di Padova - per la realizzazione di un impianto idroelettrico lungo il Piave, in località Cadola.

Sergio Deon e Veniero Levis, dell’Ufficio tecnico comunale, si sono già recati al Servizio acque di Palazzo Piloni per prendere visione delle carte. «Nelle scorse settimane avevamo chiesto copia digitale dei progetti», ricorda il sindaco Paolo Vendramini, «ma inizialmente l’accesso agli atti era stato negato, come già accaduto altre volte, sempre in tema di centraline. Le ditte si oppongono al rilascio di copie per tutelare la proprietà intellettuale, ma qui la questione è un’altra: gli enti locali hanno tutto il diritto di conoscere nei dettagli i piani presentati».

La notizia positiva è che l’ufficio tecnico ha avuto il consenso a copiare i file su una chiavetta usb e quindi le carte possono essere analizzate in modo approfondito. Le osservazioni saranno presto consegnate alla giunta, che così potrà deliberare in tempo utile. «Quel che possiamo già anticipare è che la nostra posizione non è cambiata», ribadisce Vendramini. «Ci opponiamo a un ulteriore sfruttamento del Piave e impediremo ad ogni costo la costruzione di impianti».

La zona a cui hanno puntato Eneralt e Laur è quella della scogliera sul Piave sotto il ponte ferroviario, a Cadola. Entrambe le richieste sono state presentate a inizio 2017: la Eneralt intende costruire una centralina di 249,23 kw, la Laut di 439,70. Ma per l’amministrazione non fa differenza. «Si tratta di un’area già interessata da movimenti franosi e assolutamente inadatta a ospitare manufatti», mette in risalto Vendramini.

Il sito, tra l’altro, è a meno di 500 metri a monte del punto dove finirebbe il lago della centralina proposta dalla Reggelbergbau, che vorrebbe costruire a Rione Santa Caterina-località La Nà, ma anche a Belluno e Limana. «È inaccettabile il modo di operare di queste ditte», commenta il primo cittadino di Ponte. «Prendono visione dei territori su Google Maps e poi scelgono un posto dove andare a realizzare impianti, senza aver la benché minima conoscenza delle realtà in cui vorrebbero operare». Il sindaco pone poi l’attenzione su un altro tema: «Il nostro personale deve impegnarsi per la predisposizione delle osservazioni, un lavoro di certo non semplice, e vengono così sottratte risorse ad altre attività. E, come sappiamo, ogni Comune ne ha parecchie da portare avanti. Vorrei capire chi ci rimborsa per tutto questo: le ditte stesse, la Provincia oppure la Regione Veneto?».

Eneralt e Laut arriveranno in sopralluogo a Cadola il 9 agosto. «Quel giorno avremo occasione di esprimere direttamente e a voce tutta la nostra contrarietà», conclude. «Qui non passeranno». —



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