Pizzeria esplosa a Pieve concluse le indagini chiesti cinque processi

PIEVE DI CADORE. “Mordi e fuggi”, chiuse le indagini. A settembre le richieste di rinvio a giudizio. Gli accertamenti supplementari sull’incendio con esplosione della pizzeria di Pieve di Cadore non...

PIEVE DI CADORE. “Mordi e fuggi”, chiuse le indagini. A settembre le richieste di rinvio a giudizio. Gli accertamenti supplementari sull’incendio con esplosione della pizzeria di Pieve di Cadore non hanno allargato la rosa degli indagati. Nessun altro coinvolto, a sentire il pubblico ministero titolare del fascicolo Paolo Sartorello, oltre ai tre indagati della prima ora e ai due, che si sono aggiunti in un secondo momento.

Per i fatti del 24 aprile dell’anno scorso, aspettano l’avviso Fabio Laritonda, Pasquale Ferraro, Giuseppe Lauro, Alessandro Piccin e Luigi Zanettin. Laritonda e il pizzaiolo pugliese Ferraro sono localizzati in via XX Settembre dai carabinieri e dalla magistratura. Del resto, il primo ha confessato, assumendosi in prima battuta tutte le responsabilità e il secondo è rimasto gravemente ferito e ustionato nell’esplosione causata dalla saturazione dei vapori della benzina. Il tassista Lauro ha portato Laritonda sul posto e sarà tra i primi soccorritori di Ferraro. Il gestore del locale Piccin è accusato di essere il mandante di quello che doveva essere solo un incendio e Zanettin di aver fatto da tramite tra Piccin e Laritonda. Per tutti le ipotesi di reato sono danneggiamento fraudolento di beni assicurati e incendio doloso aggravato e per Piccin, c’è anche la calunnia aggravata al precedente gestore Vincenzo Staiano.


I cinque indagati potrebbero anche chiedere riti alternativi, anzi per Laritonda c’è la certezza del patteggiamento. L’uomo è ai domiciliari, dopo un altro periodo trascorso in carcere per l’evasione dell’agosto dell’anno scorso, a sentire lui per andare a buttare la spazzatura, a Domegge. Ad aprile, è evaso a Brindisi, stavolta per portare il cane a fare i bisogni, ecco perché è ancora ristretto in casa. Diversamente avrebbe l’obbligo di dimora, sempre difeso da Gasperin e Barzon. Ferraro ha scelto De Castello, Lauro Munerin, Piccin Fioraso e Zanettin Montino. Le proprietarie dei muri Tiziana e Renata Da Rold si costituiranno parte civile con Dalle Mule per i danni e anche Staiano chiederà un risarcimento. —

Gigi Sosso.

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