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Stati Generali convocati a novembre Padrin: «Progetti concreti per il rilancio»

l’intervistaSarà un autunno di riflessione e progettazione per i bellunesi, impegnati ad immaginare questo territorio tra cinque, dieci anni, ancora vivo e prospero. A chiamare tutti a raccolta è la...

Irene Aliprandi
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l’intervista

Sarà un autunno di riflessione e progettazione per i bellunesi, impegnati ad immaginare questo territorio tra cinque, dieci anni, ancora vivo e prospero. A chiamare tutti a raccolta è la Provincia, ente che dal 2011 si trova in un limbo di incertezza che assomiglia a un purgatorio e che inibisce ogni iniziativa. Disarmato in termini di risorse e potere politico, il presidente di Palazzo Piloni, Roberto Padrin, conserva l’ottimismo ed è convinto che le strade per il futuro non manchino.

Presidente Padrin, cos’ha in mente?

«Ci stiamo preparando agli Stati Generali della montagna bellunese, che vorremmo organizzare per novembre. Alla luce dei risultati emersi nello studio della Cgia di Mestre sulla situazione socio economica bellunese, con il coordinamento della Camera di Commercio abbiamo già organizzato incontri con tutti gli attori del territorio, ai quali abbiamo presentato lo studio, sollecitando un ragionamento nei diversi campi di azione. Prima di novembre faremo poi altri quattro incontri nelle quattro vallate bellunesi».

Saranno aperti anche alla popolazione?

«Sì. Vogliamo affrontare un percorso di ascolto e condivisione che ci porti a produrre delle proposte concrete e realizzabili».

Qual è l’approccio che immaginate? Ci saranno dei temi?

«Sì, la nostra idea è quella di concentrare l’attenzione su alcuni argomenti. In alcuni casi ci stiamo già lavorando, come il welfare territoriale. Poi ci sono le politiche attive del lavoro e su questo argomento ho chiesto alla Cgia di fare un ulteriore studio integrativo di approfondimento; poi le infrastrutture e la mobilità; la formazione e l’istruzione, università compresa; il turismo; e l’economia di vicinato che è un progetto al quale stiamo già lavorando con le categorie e la Camera di Commercio. Più avanti ci sarà anche qualcos’altro. Proprio nella Camera di Commercio ho trovato grande collaborazione, ma anche tra le categorie e le parti sociali, cioè i sindacati».

Qual è l’obiettivo che vi date organizzando gli Stati Generali?

«È creare un piano concreto, chiudere il cerchio e definire di cosa c’è bisogno per dare un futuro alla montagna bellunese, lavorandoci tutti insieme con unità di intenti».

Abbiamo già visto tentativi simili e quasi sempre c’è stato qualcuno che non condivideva le conclusioni. Lei pensa di poter mettere tutti d’accordo?

«No, penso che fare una sintesi non sia più prorogabile e so che magari alla fine qualcuno non sarà soddisfatto al 100% . Il mio impegno è fare in modo che tutti trovino nel piano qualcosa che li convince e li coinvolge».

Secondo lei qual è il problema più urgente?

«Lo spopolamento della zona alta della provincia è il problema da affrontare con maggiore determinazione. Servono quattro o cinque progetti di rilancio, ma prima dobbiamo smettere di piangerci addosso. Le risorse ci sono, penso ai Fondi di confine che, pur creando divisioni sul territorio, possono colmare il gap soprattutto se finanziano progetti di area vasta e vengono realizzati rapidamente».

Nel frattempo come procede la trattativa per l’autonomia?

«Durante i quattro incontri nelle vallate parleremo anche di questo. I 109 mila bellunesi che hanno votato al referendum del 22 ottobre sono un numero incredibile, è giusto per noi fare il punto insieme a loro, spiegare dove siamo arrivati e cosa stiamo facendo. Ad esempio stiamo studiando una riorganizzazione complessiva degli enti locali. Il percorso è avviato, è chiaro che dipendiamo da chi sta sopra, ma l’importante è che il territorio sia vivo, voglia crescere e avere ancora un ruolo».

Dunque è una questione di metodo?

«Anche. Vogliamo ascoltare e condividere. La decisione sul destino delle Province dipende dal governo, ma siamo noi a dover fare in modo che un ente Provincia sia ancora utile a questo territorio. Sviluppo, coesione sociale, condivisione degli obiettivi e finalizzazione dei processi sono il nostro modo per dare risposte concrete alle comunità locali e alle imprese». —

Irene Aliprandi

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