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Tanta musica e poesie inedite per ricordare Vendramini

Domenica in Nevegal saranno lette da Serena Dal Borgo le liriche pubblicate negli anni Cinquanta dallo storico Ferruccio e ritrovate dopo la sua scomparsa

Paola Dall’Anese
2 minuti di lettura

belluno

Scrittore, storico, politico, ma anche poeta e musicista. Per conoscere anche gli aspetti “inediti” di Ferruccio Vendramini, scomparso l’aprile scorso, gli organizzatori della Festa de l’Unità di Pus di Pian Longhi in Nevegal hanno deciso di dedicargli una giornata, quella di domenica. Il ricordo di Vendramini, grazie agli interventi di Giuseppe Bepi Pison, Giovanni Bortot, Paola Salomon, Roger De Menech e della famiglia Vendramini che sarà presente al completo, sarà accompagnato dal gruppo musicale Ravioli Giganti e dalla lettura da parte di Serena Dal Borgo della sua raccolta inedita di poesie.

«Ferruccio», ricorda il figlio e sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini che conferma la presenza sua e del fratello alla manifestazione, «aveva scritto queste liriche tra i 17 e i 21 anni e poi le aveva pubblicate col titolo “Dalla provincia” e con lo pseudonimo di Den Marvin (anagramma di Vendramini) negli anni Cinquanta. Non sappiamo quante copie esistano di questo libro che raccoglie 24 liriche dai temi più disparati: dall’amore all’ambiente, dalla reciprocità all’eros. Siamo riusciti a trovarne una a casa di Francesco Franchi. Da questa abbiamo poi tirato altre copie che saranno distribuite domenica ai presenti gratuitamente».

«Scoprire di Ferruccio anche gli aspetti più sconosciuti è uno degli scopi dell’iniziativa che abbiamo messo in piedi», commenta il deputato Roger De Menech. Ferruccio amava moltissimo, tra le altre cose, anche la musica, come ricorda Paola Salamon, presidente dell’Isbrec. «Sappiamo che aveva fatto parte di una band negli anni Settanta, oltre ad aver scritto questo libro di poesie negli anni ’50».

«Alla Festa de l’Unità Ferruccio regalò un impianto stereo che insegnò ad usare ai ragazzi del paese. E ancora oggi, su quello stesso impianto continuano a far girare la musica. È così che vogliamo ricordare Ferruccio per il quale pianteremo un tiglio in cima alla collina di Pus», conclude De Menech.

Personalità poliedrica quella di Vendramini che è riuscita a dare nuovo impulso alla vita culturale del Bellunese richiamando «personaggi importanti che hanno contribuito a portare sulla scena nazionale la realtà bellunese», precisa ancora Salamon.

Dello scomparso Ferruccio Vendramini la Fondazione Società Bellunese guidata da Giuseppe Pat ha ormai digitalizzato tutte le opere «così da renderle fruibili a tutti», sottolinea Pat che ricorda lo storico e politico pontalpino come una persona «squisita, umana, capace, di grande cultura». E molto affezionato alla festa di Pus come ha ricordato Monica Lotto del Pd provinciale. «Con questa iniziativa vogliamo trovare un trait d’union tra il passato e il futuro, rispolverando le nostre origini per capire dove stiamo andando. Un momento che sarà anticipato, dopo il pranzo, da un dibattito sul lavoro. Abbiamo voluto dedicare questa giornata di domenica proprio a Ferruccio, facendo rivivere ancora una volta il suo ricordo, il suo amore per la musica e per la poesia. E partendo proprio da aspetti e opere meno conosciute, anzi inedite. È così che vogliamo ancora una volta ricordarlo nel corso di una manifestazione che amava moltissimo», conclude Lotto. —



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