«Lo sblocco dell’avanzo è un sogno per i Comuni»

Ne sono convinti i parlamentari leghisti Mirco Badole e Paolo Saviane «Con queste risorse si potranno avviare subiti molti lavori di manutenzione»

belluno

«Rivendichiamo la correttezza e la bontà del decreto Milleproroghe. Se da un lato blocca i fondi per le periferie dall’altro dà la possibilità ai Comuni di utilizzare gli avanzi di amministrazione. Questo significa avere soldi disponibili subito per fare le opere. Anche per il mio Comune, ad esempio, vedere sbloccati 60 mila euro è come un sogno».


Così il deputato leghista Mirco Badole e sindaco di San Gregorio nelle Alpi interviene nella polemica scatenatasi sul decreto Milleproroghe. Badole sarà relatore alla Camera di questo provvedimento. «Su 120 comuni interessati dai progetti per la periferia, saranno finanziati soltanto 24 perché hanno la copertura economica, mentre i piani degli altri 96 enti slitteranno al 2020. Sarà quindi bloccata la somma di 1,6 miliardi di euro», sottolinea il senatore Paolo Saviane, «mentre sarà data possibilità ai sindaci di partire subito con le opere che urgono maggiormente per i loro territori, grazie all’uso dell’avanzo amministrativo».

Lo sblocco dell’avanzo per alcune realtà bellunesi potrebbe rappresentare una manna dal cielo, ma per altre la manovra sarà quasi ininfluente. «Noi abbiamo un avanzo di oltre un milione di euro e quindi la possibilità di sbloccare questi soldi è sicuramente positiva. Ci permetterebbe di eseguire molti interventi sul nostro territorio», precisa il primo cittadino di Agordo, Sisto Da Roit. «Questo sblocco era auspicato da tempo e per una realtà come la nostra, sottoposta al patto di stabilità, poter disporre di queste risorse significa dare il via a piani di manutenzione e sistemazione di edifici pubblici e di altre strutture. La cosa importante, però, sarà capire se verrà sbloccato tutto l’avanzo o solo una parte e in questo caso sapere se questa sarà significativa oppure no. Staremo a vedere. Per questo attendiamo con ansia di leggere il provvedimento finale».

Non cambierà molto la situazione, invece, per Ponte nelle Alpi, Sedico e Feltre e Rocca Pietore, ad esempio, dove l’avanzo viene già in gran parte utilizzato a partire dal 2016 specie per interventi su edifici scolastici o per il dissesto idrogeologico. «Abbiamo 130 mila euro di avanzo che abbiamo già speso per opere di manutenzione», dice Paolo Vendramini alla guida di Ponte nelle Alpi. «A questo punto sarebbe opportuno sbloccare non solo l’avanzo, ma anche le risorse per la rigenerazione urbana, cosa che aveva fatto il governo Gentiloni». Dello stesso avviso il primo cittadino di Sedico, Stefano Deon. «Nel 2016 abbiamo utilizzato i 135 mila euro di avanzo e nel 2017 i 470 mila per opere sulle scuole e per il dissesto. Con i progetti di rigenerazione, inoltre, siamo partner di Belluno nella realizzazione di una ciclabile da Antole ai Casoni che permetterebbe di mettere in sicurezza il ponte sul Gresal. Ma, a quanto pare, quest’opera, del valore di 550 mila euro, sarà bloccata. Credo che servirebbero più risorse per mettere in sicurezza le scuole». L’avanzo di Feltre, il sindaco Paolo Perenzin lo spende già da alcuni anni, per questo chiede di «eliminare dalla Costituzione quel pareggio di bilancio che sta mettendo in crisi le amministrazioni comunali». —





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