Precipita dalla Grande delle Tre Cime davanti ai turisti muore un alpinista

Il 47enne era senza sicurezza ed è caduto per 200 metri Problematico il recupero dello zaino per capire chi fosse 

auronzo. Tragedia della montagna sulle Tre Cime di Lavaredo. Un uomo è precipitato nella mattinata di ieri, intorno alle 11, mentre stava arrampicando senza sicurezza lungo via Normale della Cima Grande, sotto gli occhi di parecchi escursionisti. G.C. , 47 anni, romano residente ad Asti è morto, dopo aver fatto un volo di 200 metri, mentre con i familiari era in vacanza a Canazei.

L’allarme è suonato in tarda mattinata, quando la centrale operativa del 118 di Pieve di Cadore ha ricevuto diverse chiamate da parte di testimoni, che avevano assistito alla caduta di una persona dal simbolo delle Dolomiti. Quando, dopo aver imbarcato due agenti del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Auronzo, l’elicottero dell’Aiut Alpin di Bolzano ha sorvolato la zona cercando di risalire al punto esatto, l’equipaggio ha individuato il corpo senza vita di un alpinista tra la Grande e la Piccola, sul nevaio sotto la Grande da dove era caduto, mancando un appiglio.


Il medico ha constatato il decesso dell’uomo e la salma è stata portata al rifugio Auronzo. L’identità dell’uomo è rimasta a lungo ignota, perché era solo e non aveva documenti. I soccorritori si sono messi alla ricerca dello zaino, per cercare di risalire alla identità dell’uomo e l’hanno trovato con l’aiuto dell’elicottero.

A Cortina, l’elicottero è volato sotto il Cristallo, sulla pista che dal rifugio Sonforca scende a Rio Gere. Dopo essere scivolato, un escursionista che era con i familiari aveva riportato la probabile frattura di una caviglia. Assistito dagli agenti del Sagf di Cortina e dal personale medico, L.M. , 55 anni, di Zevio (in provincia di Verona) è stato poi imbarcato con un verricello dal tecnico del Soccorso alpino di bordo, per essere portato all’ospedale di Belluno. L’eliambulanza si è quindi diretta a Calalzo, atterrando al rifugio Galassi, per imbarcare un’escursionista veneziana, A.Z., 42 anni, che si era storta una caviglia. La donna è andata al Codivilla.

Una squadra del Soccorso alpino di Agordo si è recata al rifugio Vazzoler, dove un'escursionista padovana, V.C., 61 anni, si era sentita poco bene. I soccorritori la hanno caricata in jeep e accompagnata all'ospedale. Alle 16 il Soccorso alpino della Val Comelico è andato incontro a una bimba di 10 anni di Cesena e ai suoi genitori a Forcella Digola, San Pietro. La piccola aveva avuto problemi respiratori ed è stata portata a Pieve. L'eliambulanza è nei pressi del rifugio Scoiattoli di Cortina e ha imbarcato una turista milanese, M.I.D.M., di 67 anni, che si era procurata un trauma alla caviglia. L'infortunata è stata accompagnata al San Martino. Poco prima delle 20 l'elicottero è decollato in direzione della Torre Jolanda, in Moiazza, per recuperare due alpinisti illesi, ma in difficoltà, sulla Via Supersoro. –

Gigi Sosso .

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