Per la carenza di medici l’Ordine provinciale chiede aiuto a i politici

BELLUNOL’Ordine dei medici della provincia di Belluno in prima linea per risolvere la carenza di professionisti sia ospedalieri che del territorio.Dopo i tanti allarmi lanciati dagli stessi camici...

BELLUNO

L’Ordine dei medici della provincia di Belluno in prima linea per risolvere la carenza di professionisti sia ospedalieri che del territorio.


Dopo i tanti allarmi lanciati dagli stessi camici bianchi e dall’Usl, il presidente dell’Ordine, Umberto Rossa ha preso carta e penna e ha messo, nero su bianco, le sue proposte per risolvere questa situazione che rischia di «minare gli stessi servizi sul nostro territorio. Qui c’è il rischio che vengano depauperati i nostri ospedali: ci tolgono specialità, i medici se ne vanno perché non trovano possibilità di carriera, hanno costi elevati per affitti e altro. E nel frattempo noi medici siamo tagliati fuori anche dalla discussione sul futuro della sanità». Per questo Rossa lancia un appello a tutti i politici bellunesi, da quelli comunali a quelli provinciali, regionali fino ai parlamentari perché si inizi a risolvere questa grave carenza di personale.

«Dobbiamo iniziare prima di tutto a garantire ai bellunesi i servizi e l’Ordine si propone come interlocutore per procedere all’individuazione delle tipologie di prestazioni specialistiche medico-chirurgiche necessarie, formulando delle proposte. Vorremo organizzare degli incontri per iniziare a discutere di questo», precisa Rossa che aggiunge: «Non dimentichiamo che i medici ci sono, e il problema sono le scuole di specializzazione. E su questo fronte deve intervenire da un lato il governo centrale, ma anche la Regione che sa cosa serve per il proprio territorio e che gestisce la scuola di specializzazione per i medici di famiglia».

Inoltre, i camici bianchi bellunesi lanciano l’idea di creare un apposito «gruppo di addetti che si occupi della ricerca e dell’accettazione di personale medico, facilitando al massimo la soluzione di problemi logistici legati alle procedure burocratiche e alla sistemazione alberghiera, rendendo più appetibile la permanenza qui. Servono anche incentivi, come il pagamento delle ore straordinarie effettuate con progetti obiettivo o facilitando la libera professione intramuraria». —

P.D.A.

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