Sos di operatori e associazioni «Serve l’aiuto della Regione»

Nella lettera al sindaco Massaro emerge la necessità di coinvolgere Palazzo Balbi «Bisogna evitare la chiusura degli impianti e pensare al futuro del nostro Colle»

belluno

Cercare il supporto della Regione Veneto per salvare il Nevegal. È una delle proposte avanzate dal gruppo di operatori e associazioni denominato #progettanevegaldomani che, con una lettera inviata al sindaco Jacopo Massaro, chiede un incontro urgente, entro una settimana, per trovare una soluzione alla prospettata chiusura del Colle dal 30 settembre.


Due i fronti entro cui il gruppo, formato da 24 tra associazioni e operatori economici del Colle, propone di agire.

«C’è l’emergenza immediata, con la città chiamata a evitare la chiusura degli impianti per non rischiare ricadute occupazionali, economiche, turistiche», scrivono nella missiva al primo cittadino. «Ma c’è anche la visione futura, che guarda allo sviluppo del Nevegal con tempi medio-lunghi. Bisogna mettere mano a un vero e proprio piano strategico ventennale (di cui l’agenda strategica su cui il gruppo sta lavorando può considerarsi cornice propedeutica da cui partire), in base a cui attivare la ricerca di forme e fonti di finanziamento da reperire a ogni livello: provinciale, regionale, nazionale ed europeo».

Di fronte a queste prospettive, nasce la necessità di un supporto politico forte, a partire da quello del Comune, «per trovare le migliori soluzioni condivise e le maggiori sinergie possibili, anche relazionandosi con gli altri enti coinvolti e i diversi livelli istituzionali».

Per #progettanevegaldomani, quindi, è opportuno un incontro con «i rappresentanti della Regione per evidenziare il ruolo del Nevegal nel contesto veneto. «Serve trovare», si legge nel documento, «una convergenza rispetto alle prossime azioni da compiersi per il futuro del Nevegal e per organizzare l’incontro con la Regione».

Perdere il Colle, per questo gruppodi operatori e associazioni significa «avere un danno enorme per la stagione invernale che travalicherebbe i confini della provincia, un danno in termini di occupazione, tra maestri di sci, operatori degli impianti di risalita, addetti dei rifugi e della ristorazione; di immagine per il turismo; ma anche un danno sociale per il servizio di pubblica utilità garantito dalle scuole di sci. Gli impianti sono solo un elemento strumentale che serve da supporto, si deve giungere a una decisione condivisa di quali siano gli investimenti utili per reggere il sistema di offerte integrato del Colle».

Il gruppo evidenzia il bisogno di una «chiara visione politica che identifichi il ruolo del Colle nel complessivo governo della città e del territorio in base alla quale si assumano decisioni strutturali che travalichino l’approccio emergenziale. Serve definire una nuova governance per il Colle di domani, definire i ruoli del pubblico e del privato, restituendo certezza a chi vuole intervenire, finanziariamente o con opere di sussidiarietà». —

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