Provincia devastata, danni per centinaia di milioni di euro

Una immagine dall'Agordino devastato

Ancora molte vallate non sono raggiungibili, manca la corrente a 70.000 famiglie, paesi senz'acqua e senza telefoni

Alluvione, i danni nella zona di Parech in Agordino

Una provincia devastata. All'alba del terzo giorno di alluvione, ci sono ancora grandi parti del territorio non raggiungibili, senza corrente, senz'acqua, senza linee telefoniche.

Drammatica la situazione in Agordino che ha pagato un tributo di vite umane in questa alluvione. Ennio Piccolin, 61 anni di Falcade, è stato travolto dal torrente Focobon a Falcade e ritrovato un chilometro più a valle  dopo 20 ore di ricerche. Tutta la parte alta della vallata agordina, oltre Agordo, non è ancora raggiungibile, le strade sono interrotte e anche le comunicazioni. Si sa di frane, di case scoperchiate, di torrenti diventati fiumi con le sponde erose dalla furia delle acque.

Belluno, il Piave è esondato: travolto il parco di Lambioi

Manca ancora la corrente elettrica in molti paesi, a causa della caduta dei tralicci tranciati dal vento o dagli alberi caduti sui fili. Nell'Agordino sembra di essere tornati al 1966. Migliaia di alberi sono caduti o spezzati, le piste ciclabili sono state quasi cancellate, case finite allagate, auto piene di fango e ghiaia.

Il sindaco di Gosaldo parla di 500 piante di traverso sulla strada tra Gosaldo e Rivamonte. I Serrai di Sottoguda sono devastati. La strada è stata portata via dalla furia del torrente e con essa anche l'acquedotto: 700 persone sono senz'acqua solo a Rocca Pietore. Servono generatori, li chiedono a gran voce i sindaci dell'Agordino. Serve il gasolio per le strutture pubbliche come le case di riposo. Moltissime le frazioni isolate in tutta la valle e di tante altre non si ha semplicemente notizia.

Alluvione, la forza del Cordevole e del Sarzana in Agordino

Colpisce tra le tante immagini di questa tragedia, i danni provocati dall'acqua del Cordevole a Ponte Mas. Ponte chiuso e con fondamenta da verificare e sponda travolta insieme con gli ex uffici della Roni. Gira una foto sui social che mostra la situazione nel 1966: identica. Distrutta anche la passerella sul Peron ma ci sono ponti a rischio e passaggi pedonali distrutti in buona parte della provincia.

Maltempo, il Ponte Tezze a Feltre e alcuni danni creati dal vento

Il parco di Lambioi non esiste più. Travolto dalla piena arrivata la notte di lunedì, tutte le strutture sono state distrutte e l'intera area, costata molto denaro, fatica e mobilitazione dei cittadini bellunesi, è coperta di melma mentre il Piave piano piano si ritira.

La viabilità è ancora off limits in moltissime zone. Oltre Agordo non si va, chiuso anche il Duran, la Val di Zoldo, Cibiana è in gravi difficoltà, moltissime strade nel Feltrino, soprattutto nella zona di Sovramonte sono chiuse per la caduta di alberi. Non si va per ora in Primiero, dove si sta lavorando alacremente per realizzare una pista alternativa sullo Schener all'altezza della voragine che si è creata alla fine del lago di Pontet, vicino alla centrale.

Alluvione, il Piave visto dall'elicottero dei vigili del fuoco

Al lavoro da tre giorni migliaia di persone, protezione civile arrivata anche dal resto d'Italia, vigili del fuoco, volontari, operai dei comuni, di Veneto Strade, di Anas, di Enel e di Terna.

Il problema della corrente elettrica è grave, sta tornando poco alla volta, ma ieri sera erano disattivate ancora 70mila utenze in tutta la provincia.

Maltempo, la diga di Busche vista dal drone di Luca Bellus

Feltre piange i suoi tantissimi danni: sono cadute centinaia di alberi, distruggendo le macchine e causando anche un morto. Viale Gaggia non esiste più, ma neppure la Culiada, dove al posto degli alberi ci sono delle voragini.

 

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