Sette giorni di alluvione, ancora 5mila famiglie senza luce, solo Gosaldo rimane isolato

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L'emergenza continua, manca anche l'acqua in alcune zone. Telefonare è ancora difficile

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BELLUNO. Foschia bassa ma accenno di bel tempo. Sono passati sette giorni da sabato 26 ottobre quando la pioggia era attesa come una manna dal cielo per spegnere il terribile incendio che stava sconvolgendo il basso Agordino. La pioggia è arrivata, insieme alla pioggia il vento. E da lunedì il Bellunese è in piena alluvione.

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Il bilancio della giornata di sabato porta  diverse buone notizie. Le famiglie senza luce sono circa 5mila, sono arrivati i generatori, portati dagli elicotteri dell'esercito in alcuni casi, in zone non ancora facilmente raggiungibili, da San Tomaso Agordino, a Livinallongo, a Rocca Pietore. Sono le immagini che arrivano dalla vallata agordina a dare il senso di questo disastro, ma in generale è tutto il Bellunese che si sta leccando le ferite.

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Le frane e i danni 
I generatori non sono comunque ancora sufficienti e c'è il problema di rifornirli (oltre che il costo): scarseggiano gasolio e benzina e molti distributori sono a secco.

I danni sono incalcolabili: Zaia parla di un miliardo di euro, il vice premier Di Maio attende le richieste di stato di calamità, assicurando che saranno accolte e promette una prossima visita a Belluno. Intanto Salvini arriva già domani

Ieri nuove frane, anche a causa della pioggia caduta per tutto il giorno su un terreno ormai impregnato d'acqua. Smottamento sulla 203 agordina, tra Cencenighe e Avoscan: fino a sera i collegamenti tra il basso e l'alto agordino sono stati interrotti, poi la strada è stata sistemata togliendo dall'isolamento una parte importante della provincia.

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Le strade e i collegamenti.
Zoppè di Cadore è finalmente tornato raggiungibile, mentre verso Gosaldo si è aperta una nuova voragine sulla strada. Non vanno  i collegamenti telefonici, estremamente precari o assenti. E' questo uno dei problemi più grandi emersi da questa emergenza alluvionale: se va via la luce, qui non si muove più nulla, perfino i collegamenti radio tra un centro operativo comunale e l'altro sono stati quasi impossibili.

Poca luce e poca acqua, almeno in alcune zone. A Rocca Pietore 700 persone sono senza acqua perchè l'acquedotto è stato spazzato via. La Usl ha dichiarato potabile l'acqua dei rubinetti di Belluno, La Valle Agordina, Sospirolo, Sedico, Limana, Trichiana, Mel, Lentiai, Quero - Vas.  Nel resto della provincia rimane l'invito a non utilizzare l'acqua che sia torbida, e bollirla per almeno cinque minuti.

L'Agordino devastato dalle frane

La mobilitazione per il Bellunese
Dopo la visita di Borrelli di oggi, capo della protezione civile, insieme con Zaia e Bottacin, ecco che per domani è annunciato l'arrivo di Salvini, vice premier. Mentre nei prossimi giorni è previsto anche l'arrivo del vicepremier Di Maio, che ha già promesso lo stop alle rate dei mutui.

Finalmente questa crisi è stata recepita anche a Roma, e i giornali nazionali hanno cominciato ad occuparsene. Ma quello che serve non è una pacca sulla spalla o comunque commento accorato, ma soldi e progetti per dare un futuro al Bellunese.

Belluno, la montagna senza più alberi

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