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Licenziamenti alla Giorgio Fedon, c’è l’accordo

Prevista l’uscita volontaria di 29 dipendenti al posto dei 35 iniziali. La mobilità sarà volontaria e ci saranno incentivi

Paola Dall’Anese
1 minuto di lettura

alpago

Raggiunto l’accordo sindacale sui licenziamenti alla Giorgio Fedon & figli di Pieve d’Alpago. Venerdì scorso c’è stata la firma tra le parti sindacali e i vertici dell’impresa che produce portaocchiali e accessori e ieri le assemblee con i 185 dipendenti.

«Si tratta di un accordo importante», precisano Denise Casanova, segretaria della Filctem Cgil, e Milena Cesca della Femca Cisl. «Ci eravamo prefissati tre obiettivi. Il primo prevede che la mobilità sia soltanto su base volontaria; il secondo era di ridurre gli esuberi e siamo riuscite a portare a casa il risultato, passando dai 35 previsti inizialmente ai 29 attuali, una decina di operai e i restanti impiegati. Infine, abbiamo ottenuto un incentivo congruo per chi se ne andrà, così da venire incontro al periodo di stand by».

I dipendenti che decideranno di andarsene potranno scegliere tra due opportunità: un incentivo minimo di 20 mila euro oppure nove mensilità. «Si tratta di una scelta dettata dal livello di inquadramento del lavoratore», precisa Casanova. Per i lavoratori pensionabili sarà riproporzionato l’incentivo in base ai mesi che mancano alla pensione, ma non potrà essere inferiore a 5 mila euro.

Prevista anche la possibilità di scegliere il part time: «Si tratta di un elemento importante», sottolinea Cesca, «magari proprio nell’area impiegatizia. In questo settore questa soluzione non è mai stata vista in modo favorevole, ma permetterebbe, di fatto, di recuperare qualche posto e ridurre ulteriormente il numero degli esuberi. Sarà possibile, inoltre, cercare una ricollocazione attraverso un’agenzia di outsourcing che l’azienda metterà a disposizione».

I lavoratori interessati dal licenziamento collettivo termineranno la loro opera in Fedon entro il 30 dicembre 2018. «Poi da quel momento in avanti avremo bisogno di capire quale sarà il piano industriale dell’azienda, capire le strategie, gli investimenti e le scelte per il futuro. Due saranno gli aspetti che monitoreremo continuamente in questa fase delicata: da un lato la gestione degli esuberi, dall’altro la continuità dell’attività aziendale e le prospettive per i lavoratori del sito produttivo alpagoto», dicono le due sindacaliste.

A questo proposito è proprio l’azienda a tranquillizzare gli animi. «Questa necessità di licenziamento si inserisce in un progetto organico di riorganizzazione del gruppo per rispondere con efficacia alle dinamiche competitive del mercato e preservare la presenza aziendale nel Bellunese, consentendone uno sviluppo compatibile», si legge in una nota della Fedon.

La vertenza si era aperta il 17 ottobre scorso, «e si è chiusa velocemente grazie alla responsabilità dimostrata dalle parti, consentendo così, tramite l’accordo, di ridurre gli esuberi e attenuare il disagio per i dipendenti interessati. Come azienda vogliamo continuare ad essere fortemente ancorati», conclude la Giorgio Fedon & Figli, « alla nostra tradizione secolare e a questo territorio». —



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