Medici da Napoli per evitare la chiusura dei reparti di Pediatria

L’Usl 1 ha firmato la convenzione con l’azienda d’alta specializzazione Santobono. Grazie a una spesa di un milione di euro sarà garantito  il servizio negli ospedali

BELLUNO

Da gennaio rimarranno solo dieci pediatri negli ospedali di Belluno e Feltre. Un numero che rischia di mettere in grave crisi le attività delle unità operative rivolte ai bambini. E così l’Usl 1 Dolomiti è dovuta correre ai ripari, firmando una convenzione con l’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale ad alta specializzazione (Aorn) “Santobono Pausilipon” di Napoli. Arriveranno così da Napoli i medici necessari a coprire le carenze di personale nelle strutture sanitarie in provincia di Belluno.


L’allarme per la mancanza di figure professionali all’interno dei nosocomi bellunesi era stato lanciato diversi anni fa, ma ora i nodi stanno arrivando al pettine. La situazione è giunta al limite per diversi motivi: il numero chiuso per accedere alla facoltà di Medicina; le difficoltà per accedere alle scuole di specializzazione; la scarsa attrattività della montagna bellunese. Problemi annosi che stanno mettendo in ginocchio l’attività:«Qui si rischia l’interruzione di pubblico servizio», dice il direttore generale Adriano Rasi Caldogno, che ha firmato la convenzione con l’azienda partenopea Santobono.

«Siamo in forte sofferenza», ribadisce il direttore sanitario Giovanni Pittoni, «per questo motivo abbiamo dovuto trovare una strada utile per risolvere il problema altrimenti si rischiava di non riuscire a garantire i punti nascita di Pieve di Cadore e l’attività dei reparti di Belluno e Feltre. Abbiamo individuato la soluzione nell’azienda napoletana, dove operano specialisti di alto livello. Certo l’operazione è onerosa, ma non possiamo rischiare di bloccare l’attività in Pediatria, attività che viene portata avanti egregiamente e con grande dedizione dai pochi medici rimasti».

La convenzione prevede che vengano garantiti accessi di 12 ore al giorno, anche per l’attività di guardia attiva, fino al numero massimo di 56 turni al mese da ripartire al 50% tra il San Martino e il Santa Maria del Prato. La collaborazione partirà in questi giorni. Per questi professionisti sarà previsto un compenso orario di 100 euro al netto di Irap che sarà a carico dell’Usl, oltre al rimborso spese di viaggio. Le équipe in servizio nel Pronto soccorso osservazione breve intensiva (obi) e astanteria pediatrica, nell’unità operativa di Pediatria I e II di Napoli, garantiranno il servizio.

La convenzione avrà validità annuale e sarà rinnovabile alla scadenza. Il costo per l’azienda sanitaria bellunese supera il milione di euro. —


 

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