Al via la solidarietà verso i comuni colpiti dal maltempo E maggiori servizi

I sindacati confederali e dei pensionati chiederanno ai sindaci bellunesi particolare attenzione alle fasce deboli



Una nuova negoziazione con cui promuovere politiche solidaristiche a favore delle zone maggiormente colpite dall’alluvione di fine ottobre. Cambia la visione dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil che si accingono a presentare ai comuni bellunesi la nuova piattaforma di contrattazione sociale 2018-2019. Anche perché questa nuova crisi rischia, se non superata velocemente, di riverberarsi con effetti pesanti sullo spopolamento, fenomeno per contrastare il quale è nata questa piattaforma. Piattaforma che ha portato, concretamente, all’istituzione del fondo welfare e identità sociale provinciale da cui attingere per sostenere progetti a favore della famiglia, dei giovani, degli anziani, dell’istruzione. Insomma, di tutto quello che è necessario per tenere sul territorio le persone, soprattutto i ragazzi. Partito nel 2011, questo percorso ha visto in avvio l’adesione di 5 comuni per arrivare quest’anno ai 51 firmatari degli accordi. L’intento è quello di arrivare a coinvolgere l’intera provincia.


«Non possiamo far finta che non sia accaduto nulla», ha commentato ieri il segretario aggiunto della Cisl, Rudy Roffaré, nel presentare la nuova piattaforma sociale. «Per cui quest’anno non potremo fare a tutti i comuni le stesse richieste, ma chi non ha avuto danni sarebbe auspicabile venisse in aiuto a chi è stato colpito dal maltempo».

Sul nuovo spirito solidaristico si è concentrata anche la segretaria dello Spi Cgil Maria Rita Gentilin che ha puntato l’accento sugli aspetti socio-sanitari della contrattazione invitando tutti i sindaci a fare fronte comune su alcune questioni «per aver maggiore forza contrattuale con l’Usl». Inoltre ha rilevato la necessità di intervenire sulle condizioni di disagio che vive la gran parte degli anziani bellunesi «soprattutto quelli in casa con i figli. Molti di loro lamentano di non essere trattati bene e di doversi far carico, seppur anziani, dei malati e disabili della famiglia. Per questo chiederemo che vengano attivati dei servizi sociali ad hoc per dare loro un sostegno». Importante sarà anche il supporto psicologico a quegli anziani che con l’alluvione hanno perso i loro punti di riferimento paesaggistici e ambientali. Sulla specificità di questo percorso si è soffermato Valerio Zannin referente dei pensionati della Uil, a cui ha fatto eco Rino Dal Ben, segretario della Fnp Cisl: «Serve sostenere i comuni alluvionati a individuare la strada per risollevarsi». A richiedere servizi più capillari sul territorio è stato Guglielmo Pisana, a capo della Uil di Belluno Treviso. «Dobbiamo ragionare sulle condizioni che portano allo spopolamento tra cui rientra la carenza di servizi». «Dobbiamo ritarare la piattaforma in base alle mutate condizioni sociali e ambientali delineate in queste settimane», ha ribadito anche Mauro De Carli, segretario della Cgil. «Dobbiamo evitare di perdere servizi e accessibilità al territorio per evitare di perdere fette di turismo, di economia. Resta però il sociale il campo di azione».

Per il 2019 il gruppo sindacale intende realizzare una carta servizi a favore di giovani e anziani con cui accedere a prezzi calmierati a cinema, teatri, bus, centri sportivi. Una tessera che possa essere consegnata alla nascita o al compimento dei 70 anni. E l’avviamento di un corso universitario per qualsiasi età. «Chiederemo di definire una regolamentazione standard sull’uso dei fitofarmaci per garantire un indirizzo bio e definire piani di lotta alla povertà». —



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