Troppe cause legali, l’intero direttivo della Lia da Mont lascia l’incarico

Nuove denunce dopo la vicenda dei “Glacions da Reba”. Il presidente: «Chi si prenderà ancora responsabilità?» 

LIVINALLONGO

Denunce ai volontari, si dimette l’intero direttivo della Lia da Mont Fodom – Col, mentre il presidente Diego Grones tuona: «A rischio la manutenzione e la sistemazione dei sentieri danneggiati dall’alluvione di fine ottobre».


In questi giorni l’intero direttivo dell’associazione che raggruppa il Cai e l’Avs (Alpenverein) nella vallata fodoma ha rassegnerà anticipatamente le sue dimissioni.

Alla base dell’eclatante gesto alcune denunce ricevute in particolare dal presidente Diego Grones per iniziative ed interventi organizzati dall’associazione.

La prima grana legale risale a tre anni fa, quando la Lia da Mont innalzò nella zona vicino al campo da hockey di Arabba una vecchia gru da cantiere che, una volta spruzzata con l’acqua, fu trasformata in una palestra per l’arrampicata sul ghiaccio, battezzata come “I Glacions da Reba”.

“Peccato” che per questo intervento non fossero state richieste le necessarie autorizzazioni. Cosa che fu segnalata in una denuncia inviata in Comune ed alla Procura della Repubblica.

La struttura fu demolita per ordine del Comune che comminò anche alla Lia da Mont una pesante sanzione da 18 mila euro.

Per continuare l’attività l’associazione è stata così costretta ad accendere un fido in banca e di fatto, sospendere qualsiasi attività.

Per la vicenda il presidente Diego Grones è già comparso nei giorni scorsi in tribunale per la prima udienza.

A questo problema legale nel frattempo si sono aggiunte altre due denunce legate questa volta, da quanto si apprende, a piccoli interventi realizzati dai volontari su sentieri e percorsi escursionistici.

Le classiche gocce che hanno fatto traboccare il vaso e portato così alle dimissioni dell’intero consiglio formato, oltre che dal presidente, dal vice Gianpaolo Fasolo e dai consiglieri Ottavio Crepaz “Balòt”, Daniele Dell’Andrea, Loris Federa, Pierantonio Ballan, Stefano De Martin, Aurelio Dorigo.

«Chi ha fatto queste denunce – commenta amaro Grones – ha fatto un grande danno a tutto il mondo del volontariato della valle. E gli effetti si vedranno in futuro. Chi si prenderà ancora la responsabilità di gestire un’associazione con il rischio di beccarsi una denuncia da un giorno all’altro? Mi auguro che ora si facciano avanti quelle persone che ci hanno denunciato e quanti li sostengono».

Le dimissioni del consiglio arrivano, tra l’altro in un momento particolarmente delicato, con gran parte dei sentieri danneggiati dall’alluvione.

«Non abbiamo potuto quantificare i danni – spiega Grones – ma solo per il ripristino dei percorsi e delle ci vorrà un mucchio di soldi. E poi, chi farà il lavoro?»

Un episodio questo che, seppur con i dovuti distinguo, ricorda quanto accaduto ai volontari del Cai di Feltre.

«Quell’episodio – continua Grones – dimostra che il nostro operato è sempre a rischio. A volte la gente capisce che si lavora di volontariato per il bene di tutti. A volte, come accaduto qui da noi, si fa del male a tutti. Già nei mesi scorsi, per fare alcuni lavoretti, qualche volontario si era tirato indietro per paura di qualche denuncia». —


 

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