Montagne di rifiuti accumulati, il Maserot chiude i cancelli

Nessun camion potrà entrare fino a giovedì. Gesiot: «Decisione necessaria». I gestori cercano soluzioni per non dover sospendere la raccolta del “secco”

SANTA GIUSTINA


Cancelli chiusi. Nessun camion potrà entrare al Maserot, l’impianto provinciale di trattamento dei rifiuti, almeno fino a giovedì. Non c’è più spazio per il secco, ovvero tutto quello che non può essere avviato a riciclo. L’impianto si è riempito a causa soprattutto dei rifiuti dovuti all’alluvione e giovedì pomeriggio il CdA ha deliberato un provvedimento straordinario: chiusura. Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata l’autorizzazione a trasportare le tonnellate che si sono accumulate alla discarica tattica regionale di Sant’Urbano, ma per quasi una giornata si sono vissuti momenti di grande tensione.


Dolomiti Ambiente, infatti, ha comunicato subito la sua decisione ai gestori (ovvero i soggetti che si occupano della raccolta). «Abbiamo telefonato e inviato mail pec», conferma il presidente, Luciano Gesiot. Che aveva previsto tutto. «Avevo preventivato che ci sarebbe stato un aumento, a causa dell’alluvione», continua.

Gesiot ha inviato subito una nota al consiglio di Bacino, che l’ha acquisita agli atti il 16 novembre. Una settimana dopo (il 23) il presidente dell’Ato dei rifiuti Adis Zatta ha inviato una nota in Regione segnalando il problema e sollecitando ad inviare l’autorizzazione necessaria per smaltire i rifiuti alla discarica di Sant’Urbano. La prima richiesta, per ottenere l’autorizzazione valida per il 2019 (con l’alluvione ancora lontanissima), porta la data del 31 luglio.

Zatta ha inviato un’altra mail a Venezia ieri mattina, evidenziando «l’urgenza» di avere quell’autorizzazione. Il Maserot ormai era saturo e Dolomiti Ambiente aveva già comunicato che avrebbe chiuso i cancelli dell’impianto. Ieri sera, poco dopo le 17, la Regione ha autorizzato il conferimento dei rifiuti a Sant’Urbano. Sono state ore convulse, tese, nervose. Alcuni gestori avevano iniziato a cercare soluzioni alternative, per non lasciare città e paesi in balia dei rifiuti.

«Certo per noi sarebbe un problema non poter portare il secco al Maserot», spiegava il direttore di Valpe ambiente, Michele Rasera, in quei momenti convulsi. «Noi abbiamo autonomia fino al massimo a martedì, dovremo trovare una soluzione», gli faceva eco Davide Lucicesare di Bellunum. Considerando poi che si avvicina il Natale, periodo in cui la produzione di rifiuto aumenta, tutti si sono allarmati: dove mettere i sacchetti, con il Maserot chiuso? Si rischiava di arrivare alla sospensione della raccolta.

Insomma, la provincia intera ha corso un bel rischio. Il Maserot raccoglie la gran parte del secco prodotto nel Bellunese. Dall’impianto, che si trova a Santa Giustina, il secco prende due direzioni: il termovalorizzatore di Padova o la discarica tattica di Sant’Urbano. Ma per andare a Sant’Urbano serve una specifica autorizzazione, che viene rilasciata dalla Regione. Per il 2018 il consiglio di Bacino bellunese l’ha ottenuta per 6500 tonnellate di secco. «Ma a novembre e dicembre abbiamo registrato un aumento di 300 tonnellate di secco per ciascun mese», spiega Gesiot. Sono i rifiuti dell’alluvione, che un’ordinanza della Regione del 9 novembre diceva di stoccare in luoghi appositi e temporanei e di separare dagli altri. Feltre li ha stoccati alla Zannettelli, per esempio.

«Ci sono arrivati tutti come rifiuti ordinari, altrimenti sarebbero stati avviati subito a smaltimento», spiega Gesiot. «Invece così abbiamo dovuto tenerli nel nostro impianto, nell’attesa che arrivasse l’autorizzazione per portarli in discarica».

Zatta ribadisce, date alla mano, di essersi mosso per tempo. L’autorizzazione è arrivata ieri, dopo il CdA di emergenza di giovedì pomeriggio. «Ma fino a giovedì 27 non potremo comunque riaprire i cancelli», ricorda Luciano Gesiot. Prima bisogna smaltire la montagna di secco che si è accumulata in questi due mesi, sia perché mancava l’autorizzazione e sia perché c’è stato un problema con lo smaltimento al termovalorizzatore di Padova (una linea è rimasta bloccata, una è finita sotto manutenzione e l’impianto ha potuto ricevere meno rifiuti). Si inizierà lunedì. Ma per una settimana nessun camion che trasporti rifiuto indifferenziato potrà varcare i cancelli del Maserot. —




 

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