Il ponte S. Caterina sistemato entro settembre

Anas metterà 800 mila euro per mettere in sicurezza il manufatto sul Piave. Si lavora per ampliare l’imbocco dell’A27



La messa in sicurezza e la sistemazione del ponte di Santa Caterina a Ponte nelle Alpi sta per diventare realtà. Lo hanno confermato l’altro ieri al sindaco Paolo Vendramini e ai suoi amministratori i vertici di Anas, in un incontro svoltosi a Roma, in cui era presente anche il deputato del Pd, Roger De Menech.


Soddisfatto il primo cittadino pontalpino. «Nel vertice con l’azienda nazionale stradale ci sono stati ribaditi i tempi per la messa a nuovo del ponte, la cui storia nasce prima del 1100. A fine gennaio», precisa Vendramini, «sarà pubblicato il bando di gara per l’opera, di cui esiste già il progetto esecutivo. Passati tre mesi, si potrà dare il via ai lavori». L’intervento dovrebbe partire a fine aprile. «Ma questo significherebbe creare non pochi disagi ai lavoratori e anche agli studenti della nostra provincia. Per cui abbiamo chiesto ad Anas di posticipare l’avvio dei lavori a chiusura delle lezioni scolastiche, quindi all’inizio di giugno. Considerando circa tre mesi per l’esecuzione, l’opera sarà conclusa per settembre, quindi per la ripresa delle attività».

L’opera costerà 800 mila euro, soldi che saranno messi direttamente da Anas, in quanto il ponte rientra nella strada statale. «Con questo intervento non solo il ponte di Santa Caterina si rifarà il look, ma sarà messo in sicurezza dal punto di vista statico. Sarà anche allargato con delle spondine», precisa il primo cittadino che si dice soddisfatto delle buone notizie avute a Roma. «Si tratta di un ottimo risultato del quale ringrazio Anas. Fare il progetto, infatti, non è stato facile, visto che il manufatto è sottoposto ai vincoli della Sovrintendenza. Il ponte era stato realizzato nella parte inferiore ancora all’epoca in cui i collegamenti e i trasporti avvenivano tramite le zattere. Ma l’opera muraria ha visto la luce nel 1172 sotto l’imperatore Sigismondo. Poi nei secoli ha conosciuto alterne vicende: ricordiamo che è stato abbattuto durante la Grande Guerra e in parte distrutto durante il secondo conflitto mondiale. Questo ponte rappresenta la storia della nostra comunità tanto che è presente anche sul gonfalone del comune».

L’intervento non si concluderà però qui. «Ampliando il ponte, ci sarà anche la possibilità di realizzare una passerella per permettere il passaggio non solo dei pedoni ma anche dei ciclisti. Si tratta di un’opera che potremo realizzare entro il 2020, quando riusciremo a reperire le risorse necessarie per la sua esecuzione», sottolinea ancora Vendramini.

A Roma, inoltre, il sindaco di Ponte nelle Alpi ha parlato anche dell’opportunità di ampliare l’imbocco dell’A27 alla statale a Pian di Vedoia. «Qui ogni volta che c’è un po’ più di traffico si creano degli ingorghi incredibili che rallentano l’intera circolazione. Per cui sarebbe importante intervenire. Su questo si sta già facendo uno studio di fattibilità con la società autostradale. Se si riesce a superare questo impasse, il traffico potrà essere molto più scorrevole anche nelle giornate di grande movimento turistico». —



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