Caner: «L’aria è cambiata i passi non chiuderanno più»

L’assessore regionale non si è ancora confrontato con i colleghi trentini ma è convinto che la prossima estate il provvedimento non si ripeterà

LIVINALLONGO

«Sull’accesso ai passi dolomitici il Veneto non cambia linea: resta contrario a qualsiasi forma di chiusura fino a che non saranno individuate strade alternative». Lo afferma l’assessore regionale al turismo, Federico Caner, che nella sua veste istituzionale fa parte anche del vertice della Fondazione Unesco. «Per la verità, ad oggi non abbiamo sentito riformulare proposte di chiusura – ammette Osvaldo Finazzer –, come invece era avvenuto l’anno scorso, di questi tempi. L’aria è cambiata: almeno a Trento, presto lo sarà anche a Bolzano».


Finazzer è a capo del Comitato degli operatori turistici dei passi che ha presentato un ricorso al Tar per le presunte perdite dell’estate scorsa. Ricorso che arriverà nell’aula del Tar di Trento il prossimo marzo. «Abbiamo intrapreso di nuovo quest’azione non solo ai fini del risarcimento – spiega Finazzer – ma soprattutto per evitare che il provvedimento delle due Province si ripeta».

Un primo ricorso – presentato al termine dell’estate 2017, la stagione delle prime limitazioni – era stato respinto dai giudici amministrativi che avevano valutato legittime le ordinanze di Trento e Bolzano. Allora erano stati in 24 a ricorrere, questa volta in 8. E cioè l’Hotel Savoia (dello stessa famiglia Finazzer), la società Erre-Erre di Silvia Giacomozzi, il Rifugio Carlo Valentini, il Mountain Hotel Lupo Bianco, la società Pordoi souvenir, Costa Amalia & Co e l’Hotel Maria Flora. Tutti lamentano, in misura diversa, perdite economiche nell’estate 2018. «Siamo meno – spiega Finazzer – non perché meno operatori hanno registrato perdite ma perché alcuni non hanno inteso scendere di nuovo in campo perché sfiduciati. Si sappia, in ogni caso, che il nostro Comitato continua a rappresentare ben 90 attività». Il veneto, chiamato in causa, continua a ribadire la sua contrarietà a qualsiasi provvedimento di limitazione della mobilità. «Resteremo contrari – insiste Caner – fino a quando non ci saranno le alternative che permetteranno di salire e scendere dai passi in modo più sostenibile».

E le alternative, per l’assessore regionale al turismo, hanno un nome e un cognome. «È questa l’occasione per rilanciare il collegamento tra Cortina e il Civetta, da una parte, e dall’altra con Arabba e finanche a Canazei», spiega Caner. L’assessore precisa di non aver ancora avuto contatti con il suo collega di Trento e neppure con il presidente Fugatti. «Immagino che saranno entrambi contrari alla chiusura», anticipa e che, pertanto, «non se ne farà niente quest’estate». Caner precisa pure che solleverà il problema pure all’interno della Fondazione Unesco. «Nel passato ne abbiamo parlato. Il veneto non ha potuto impedire autonome decisioni di Trento e Bolzano sul loro passo, il Sella. Ma noi abbiamo insistito perché ogni decisione sia in futuro condivisa».

Anche il sindaco di Livinallongo, Leandro Grones, condivide la necessità di un approccio morbido. Non condivide, invece, l’alternativa che Caner propone: nuovi impianti, specie in direzione di Cortina, per evitare l’abuso delle auto in cointesti ambientali delicati. «Mai e poi mai la massa turistica rinuncerà all’auto per salire con la funivia o, peggio, la seggiovia», afferma Grones. Sui Passi, intanto, la stagione continua “in modo soddisfacente” a sentire albergatori e ristoratori, anche se la neve in arrivo se la porta via, inesorabilmente, il vento. —


 

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