Celiachia, ridotti i buoni d’acquisto di prodotti gluten free

Il ministero della Salute ha penalizzato gli over sessantenni  che hanno visto una riduzione di ben 24 euro al mese

BELLUNO. Ridotti in media del 20% i buoni per l’acquisto dei prodotti senza glutine per i celiaci. Il taglio è scattato con l’avvio del 2019.

A fare la brutta scoperta una signora di mezza età. Quando il marito si è rivolto agli uffici preposti dell’Usl per ritirare i buoni relativi all’acquisto dei prodotti senza glutine per il nuovo anno, si è visto consegnare dei ticket per un valore mensile di 75 euro.


Nel 2018 il buono era pari a 99 euro. Quindi in un anno si è registrato un taglio di ben 24 euro. La celiachia è una intolleranza al glutine per cui chi ne è affetto è costretto ad acquistare dei prodotti specifici il cui costo è abbastanza elevato. Ed è anche per questo che il Sistema sanitario nazionale ha deciso di venire incontro a questi malati offrendo loro dei buoni di acquisto, così da limitare le spese che altrimenti sarebbero eccessive da sostenere.

La decisione di abbassare il contributo erogato attraverso buoni a carico del Sistema sanitario nazionale è dell’agosto scorso.

Il ministero della Salute, infatti, con un decreto ha deciso di aggiornare i limiti massimi di spesa per gli alimenti gluten free cui hanno diritto i celiaci.

Inoltre il decreto prevede anche la revisione del Registro nazionale degli alimenti senza glutine erogabili. Revisione che scatterà tra maggio e giugno.

Nello specifico, i limiti massimi di spesa sono distinti per sesso e per fasce di età secondo i fabbisogni energetici totali e sono stati diminuiti per gli over 60, mentre sono aumentati per i minori.

Da 6 mesi a 5 anni, maschi e femmine avranno un buono di 56 euro al mese; dai 6 ai 9 anni i due sessi avranno diritto a 70 euro mensili. Ma è dai 10 anni che cambia la quota a seconda del sesso. Da 10 a 13 anni, le femmine percepiranno 90 euro al mese, mentre gli uomini 100 euro; da 14 a 17 anni, le donne avranno 99 euro e i ragazzi 124 euro; dai 18 ai 59 anni le signore percepiranno 90 euro e i maschi 110; ed infine da 60 anni in su, il sesso debole prenderà 75 euro al mese, mentre gli uomini 89 euro.

«Fino al 2018 dalla Regione a mia moglie che è celiaca», precisa il signor Renato Cason che denuncia la situazione, «venivano consegnati buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine dell’importo di 99 euro al mese. Consideriamo che 300 grammi di pane senza glutine costano 4,99 euro. Dal primo gennaio 2019, invece», prosegue il cittadino, «percepisce un contributo di 75 euro, con una riduzione quindi del 24% rispetto all’anno precedente. Buoni che sono di diverso importo. Ma se poi vado a controllare la pensione percepita a inizio anno, ci trovo una maggiorazione per adeguamento di 5,56 euro al mese». «Quindi», prosegue amaramente Cason, «mi danno 5,56 euro al mese, ma me ne tolgono 24: purtroppo la politica continua a tagliare sulle esigenze del cittadino senza che qualcuno chiarisca il motivo». —

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