La Provincia tratterà con Terna e Regione «Chiediamo il meglio, interrare i cavi»

Padrin convoca amministratori e politici per migliorare l’accordo siglato da Zaia senza coinvolgere i comuni interessati



Il territorio scavalcato vuole riprendersi il suo ruolo. La Provincia farà da cabina di regia nella trattativa con Terna e la Regione per migliorare l’accordo che è stato firmato sul riassetto delle reti elettriche nel Bellunese. «Dobbiamo risolvere i problemi, nel più breve tempo possibile e trovando le migliori soluzioni tecniche», annuncia il presidente, Roberto Padrin, al termine del tavolo convocato con i sindaci del progetto Media Valle del Piave (invitati anche gli amministratori di Limana e Pieve di Cadore), i parlamentari bellunesi e un rappresentante dei comitati dei cittadini.


Un tavolo che è servito per raccogliere le idee a seguito dell’accordo firmato da Zaia con l’amministratore delegato di Terna Ferraris, senza coinvolgere il Bellunese. «L’obiettivo che ci siamo posti è di fare il meglio per il nostro territorio», dice Padrin. «Venerdì incontrerò l’assessore regionale Marcato, perché la Regione è un partner con il quale dobbiamo rapportarci; l’11 febbraio incontrerò nuovamente l’ad di Terna. Ho già avuto modo di confrontarmi con lui il 21 novembre, e in quella sede mi era stato assicurato che il progetto Media Valle del Piave sarebbe stato rivisto».

accordo da migliorare

Nell’accordo c’è l’interramento dalla stazione elettrica di Polpet al Piave, ma il fiume sarà scavalcato da cavi aerei. E qui si è inserito Massaro, convinto che «l’apertura data da Terna sia positiva, ma non risolutiva. Permangono alcune criticità, come l’attraversamento del Piave, e vanno risolte», spiega il sindaco di Belluno. «Ormai sono venuti meno i tabù, si è dimostrato che si possono interrare le linee elettriche quando Terna aveva sempre detto che non era possibile. Allora si interri, fermo restando che per il Comune di Belluno la soluzione migliore rimane riprogettare tutto».

interrare

Il tema degli interramenti viene sollevato da molti dei presenti: «Perché la Dolo -Camin (linea in Riviera del Brenta, a 380 kV, ndr) si può interrare e la nostra no?», si chiede Dario Bond, deputato di Forza Italia. «Dobbiamo ottenere maggiori interramenti, io non voglio che la mia provincia venga massacrata e mi batterò fino all’ultimo affinché non accada». «Con gli utili che fa, Terna potrebbe sicuramente fare maggiori investimenti nel nostro territorio», dicono all’unisono Luca De Carlo (Fratelli d’Italia) e il sindaco di Perarolo Pierluigi Svaluto Ferro. Quest’ultimo direttamente interessato dal progetto Media Valle del Piave. «Spostare le linee e tenerle aeree non risolve i problemi. Li sposta e basta. Bisogna interrare».

Per De Carlo «i cavi aerei sul nostro territorio non vanno bene ed è stato dimostrato con le varie calamità che abbiamo avuto».

ponte e soverzene

A spingere per la chiusura del progetto, con una posizione ormai storicizzata, sono stati gli amministratori di Ponte nelle Alpi e Soverzene. «Si deve intervenire subito dove ci sono criticità», ribadisce Ezio Orzes, assessore a Ponte. «Siamo disponibili a dare il nostro supporto per migliorare il progetto, ma non ad azzerare tutto».

Anche perché, aggiunge Roger De Menech (Pd), «sono 25 anni che si parla di risolvere il problema di Ponte nelle Alpi. Ora bisogna passare alla fase operativa e concretizzare anni di lavoro».

visione globale

Dal tavolo è anche emersa la necessità di conoscere il progetto complessivo di Terna per il Bellunese: «Chiederemo che ci venga presentata l’idea di sviluppo della rete elettrica del Bellunese», afferma Padrin. «Bisogna capire cosa intende fare Terna. Il territorio chiede di interrare e ormai è stato sdoganato il fatto che è possibile farlo». Padrin intende farsi supportare da tecnici «per verificare se questo sia il miglior progetto per il nostro territorio. Se non lo è allora va cambiato».

cittadini

A chiedere la revisione completa del progetto, da tempo, sono i comitati dei cittadini, ieri rappresentati da Gianni Pastella. Una presenza poco gradita dagli amministratori di Ponte e Soverzene. Quest’ultimo voleva abbandonare il tavolo. Alla fine è rimasto. «Fino ad oggi è sempre mancata una visione globale del problema delle reti elettriche», spiega Pastella. «Il problema è sempre stato affrontato Comune per Comune ed è per questo che la situazione è in fase di stallo. L’azione dei cittadini ha portato ad un risultato che nessuna amministrazione aveva ottenuto finora: l’interramento della linea dalla stazione di Polpet al Piave. Ed è stato salvato il Nevegal, perché ricordo che c’era l’ipotesi della linea sul Colle, anni fa. La nostra posizione è sempre la stessa: la linea deve scendere lungo l’autostrada, per tutelare i centri abitati». Le prossime azioni (come il ricorso) saranno valutate nella prossima riunione. —



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