Strade e passi di confine sorvegliati da 36 telecamere

Ci vorrà un anno per completare il progetto portato avanti dal Consorzio Bim e finanziato dal Fondo Comuni di confine con quasi 900 mila euro

BELLUNO

Targhe sotto controllo. Entro la fine dell’anno tutti i mezzi che entreranno in provincia di Belluno, o che ne usciranno, saranno monitorati attraverso un sistema di telecamere. Ci vorrà qualche mese in più per completare l’installazione, perché servono numerose autorizzazioni, ma saranno montate due telecamere leggi-targa in più rispetto a quelle che erano state previste inizialmente. Il progetto vale quasi un milione di euro ed è finanziato dal Fondo Comuni di confine (che stanzierà 891 mila euro) e dal Consorzio Bim, che ne impegnerà 35 mila. Delegata a eseguire l’intervento è la Sit, società informatica territoriale.


«Abbiamo definito nel dettaglio il progetto e ora stiamo predisponendo tutta la documentazione necessaria per ottenere le autorizzazioni all’installazione delle telecamere», spiega il presidente del Consorzio Bim, Umberto Soccal. Servono quelle dei Comuni, ma anche dei gestori delle strade e della Soprintendenza, perché alcuni dispositivi insistono su siti ambientalmente sensibili. Ecco perché i tempi di realizzazione si allungheranno di qualche mese.

«Contiamo di completare il progetto entro la fine dell’anno», aggiunge Soccal, segnalando però che le telecamere saranno 36 e non 34, come era stato previsto l’anno scorso.

Saranno videosorvegliati tutti i varchi di accesso del territorio, attraverso un sistema di telecamere leggi targa che permetterà da un lato di identificare i veicoli sospetti, dall’altro di avere uno strumento utile in caso di furti, rapine o qualsiasi altro reato dovesse essere consumato in provincia. I dispositivi saranno installati sul Fadalto, in Cansiglio, all’uscita dell’A27 (in questo caso si verificherà con la società che gestisce il tratto autostradale se sarà possibile usare le sue telecamere invece di montarne di nuove), a Cimabanche, all’uscita dal Feltrino (verso la Valsugana, il Primiero e verso Pederobba e Segusino), sul San Boldo.

Telecamere saranno montate anche sui Passi dolomitici, perché sono numerosi quelli che conducono fuori dalla provincia di Belluno (si pensi al Cereda, al Valles, al Pordoi, al San Pellegrino, al Campolongo, al Fedaia, al Monte Croce Comelico). Infine saranno sorvegliati elettronicamente anche gli accessi al Bellunese dalla Val Cellina. Tutto il perimento della provincia sarà coperto.

Le telecamere funzioneranno giorno e notte e tutte le immagini finiranno nel database del Centro servizi territoriali del Bim, che le replicherà in Questura. Le Forze dell’ordine avranno quindi accesso diretto e immediato alle immagini dei passaggi di tutte le auto che entreranno in provincia. Potranno utilizzarle in caso di necessità, per esempio a seguito di una denuncia o nel caso si verifichi qualche reato, ma anche se transiterà davanti alla telecamera un mezzo inserito nella black list (un elenco di veicoli sospetti). La Sit è al lavoro, insieme al Consorzio Bim, per definire gli ultimi dettagli del piano. Ancora qualche mese e tutto il perimetro della provincia sarà messo sotto controllo. —


 

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