Un programma da 130 milioni, Veneto Strade parte dal Comelico

Il piano verrà presentato ai sindaci il 7 febbraio. A Santo Stefano due le emergenze da risolvere:i lavori in primavera

BELLUNO

Il 7 febbraio, a Villa Pat di Sedico, Venetostrade presenterà il programma da 130 milioni di euro, per la messa in sicurezza delle arterie danneggiate o distrutte dal maltempo a fine ottobre.. Il “soggetto attuatore” per la viabilità, Silvani Vernizzi, ed i suoi colleghi illustreranno i piani ai sindaci e agli altri operatori, valle per valle. Tra le opere prioritarie ce ne sono due, in Comelico, che proprio ieri mattina sono state al centro di un vertice tra Vernizzi ed Artusato di VenetoStrade, i sindaci di Santo Stefano, San Pietro, Vigo e Lorenzago, i rappresentanti di Bim, Enel, società idroelettriche e Regole.

Un incontro molto fruttuoso, come l’ha definito Alessandra Buzzo, sindaco e presidente dell’Unione montana. Non appena arriverà l’assenso di Zaia, la società di Vernizzi e Artusato metterà mano alla strada provinciale 465 della Val Frison, che, salendo, porta a forcella Lavardet, da una parte, e sull’altopiano di Razzo, dall’altra. In primavera partiranno i lavori, per concludersi ai primi di giugno. Vernizzi ed Artusato hanno precisato che sarà impossibile ripristinare la percorribilità turistica della strada, chiusa ripetutamente da decenni, a singhiozzo, dai Comuni, per le sue condizioni di precarietà relativamente ad alcuni tratti. Venetostrade, invece, renderà accessibili i settori stradali indispensabili per raggiungere l’acquedotto, le centraline idroelettriche ed i boschi che la Regola di Campolongo ha la necessità, anzi l’urgenza di pulire prima che marciscano. Il “via libera”, dunque, sarà dato soltanto ai soggetti interessati.


Solo quando concluderemo l’emergenza – ha detto Vernizzi – potremmo pensare ad altri programmi, compresi quelli turistici. Analogo il discorso per la cosiddetta “strada del canale” che da Santo Stefano porta in Val Visdende. C’è una curva, prima dei tornanti, che ha la sponda sul torrente alquanto instabile, anzi in alcuni tratti sta franando. L’urgenza, in questo caso, è di mettere in sicurezza i camion che trasportano i tronchi e che, pertanto, vanno a fare pressione, più volte al giorno, sulla curva. Vernizzi e Artusato hanno confermato che anche questo sarà una delle priorità; il cantiere scatterà nelle prossime settimane, in modo da concludersi in primavera.

«I soldi ci sono – ha detto Vernizzi -. La conferma ci è stata ripetutamente data dal commissario delegato Luca Zaia». «I presenti ne hanno preso atto – conferma la sindaco Buzzo – con soddisfazione, a cominciare dai regolieri che sono preoccupati del trasporto a valle dei tronchi, sia dalla Val Visdende che dalla Val Frison».

Secondo l’ultimo resoconto del commissariato, per quanto riguarda la viabilità, i cantieri avviati per competenza da Veneto Strade e Anas per i comuni sono stati una ventina per un importo di circa 3 milioni di euro. Le opere avviate dai soggetti attuatori nominati dal Commissario delegato per il ripristino della rete viaria di competenza riguardano circa 115 cantieri per un importo di 35 milioni di euro. Con la primavera arriverà il grosso. —


 

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