In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Cortina, sindaco e giunta sotto attacco per il piano neve

Polemiche anche per le scuole aperte sabato: una docente racconta l’odissea vissuta da insegnanti e allievi, con le notevoli difficoltà a raggiungere gli istituti scolastici

2 minuti di lettura

CORTINA. Proteste contro il sindaco e l’amministrazione comunale di Cortina. Arrivano dal capogruppo di minoranza Giorgio Da Rin, ma non solo. Anche un insegnante dell’Alberghiero di Cortina contesta le scelte del Comune in questi giorni di maltempo, nel capo specifico le scuole aperte sabato.. Ma cominciamo da Da Rin. «Ogni inverno si presenta il solito problema per l’incapacità di questa giunta, che si dimostra anche con 60 centimetri di neve ampiamente previsti da giorni. Il piano neve dov’è? Il blocco dei tir dov’è? Se per sfortuna nostra nevicasse in un periodo di maggior afflusso turistico o durante i Mondiali 2021, cosa facciamo? La solita figura? Ricordo ai nostri amministratori che non siamo una comunità marittima ma un paese sulle Alpi venete che ospiterà i mondiali di sci ed è candidato alle Olimpiadi invernali del 2026. Non c’è uno straccio di un piano d’azione a medio e lungo termine che emerga dalle menti del sindaco dei selfie e del suo vice. Chi sa che fine faremo andando avanti così?».

Da Rin respinge le scuse che di solito vengono presentate: il personale, le risorse. «Un’amministrazione impantanata e impotente e incapace di affrontare le cose ordinarie o di avere un piano a lungo termine su temi d’interesse per la comunità».

Dalla critica con risvolti politici a quella pratica della insegnante dell’Alberghiero, Tiziana Pivotti che si è trovata a vivere un difficile sabato mattina, con la sorpresa delle scuole aperte, la fitta nevicata e l’impossibilità di muoversi. «Sul tratto di strada compreso tra la benzinaia e il bar Trampolino, giacevano arenati una corriera e due tir senza catene (perchè non sono stati fermati a valle secondo l’ordinanza prefettizia?». In quel momento erano le 7 del mattino e per due ore nessuno è passato sulla 51. «Solo l’intervento integrato dei vigili del fuoco e di una ruspa comunale ha liberato il tratto, permettendo di raggiungere Cortina in completa emergenza: strade in cattivo stato, camion e corriere fermi sul ciglio della strada, forze dell’ordine assenti, nessun servizio di trasporto urbano, sospeso poi per l’intera giornata». Come mandare i figli a scuola? si chiede la docente. A piedi? Lungo le strade ostruite dai camion, dalle corriere e dalle auto?

A scuola sono arrivati gli studenti e i docenti che abitano vicino. «Quelli di Belluno e del Cadore sono arrivati con un’ora di ritardo, senza garantire il controllo e le vigilanza degli studenti. Gli insegnanti da Santo Stefano e zone limitrofe non pervenuti. Alcuni allievi, utenti della linea Calalzo - Cortina, dopo interminabile attesa, verso le 9 hanno chiesto al conducente dell’autobus di scendere prima del Bar Trampolino e hanno raggiunto la scuola a piedi, lungo la statale, a proprio rischio e pericolo».

Non finisce qui: «Il piazzale antistante le scuole e la Revis con 50 cm di neve a metà mattinata».

La docente contesta la decisione di tenere aperte le scuole sabato, ma anche la decisione di non fare il passante di Zuel. «Ogni anno i maggiori disagi, d’inverno e d’estate, si registrano in quel tratto di strada». Ma il Comune ha detto di no. —

I commenti dei lettori