Addio a Cesare Antiga, salvò Micaela Coletti nella notte del Vajont

Il gelatiere trevigiano stava tornando dalla Germania, soccorse la bimba ferita che ora  è portavoce dei superstiti

LONGARONE

Se n’è andato l’uomo del Vajont, Cesare Antiga, di San Vendemiano, colui che salvò la vita a Micaela Coletti.


«Cesare – racconta lei stessa – è colui che la notte del 9 ottobre 1963, accompagnato da 3 persone, ritornava dalla Germania verso casa, vicino a Vittorio Veneto. La strada a Longarone era interrotta. Doveva ritornare indietro e qualcuno gli disse di portarmi all’ospedale di Pieve di Cadore. Aveva conservato il pezzo di legno che avevo conficcato nella schiena. Riposa in pace lassù tra le nuvole – così lo saluta Micaela – e tra i nostri angeli».

Antiga aveva 87 anni. Insieme ai familiari lo ha pianto anche lei, Micaela, tra i sopravvissuti della tragedia.

Coletti sta spendendo la sua vita perché non vada dispersa la memoria di quei morti. Lei, che allora aveva 12 anni, non perde occasione di ricordare come è stata salvata. Cesare, quella notte del 9 ottobre 1963, stava ritornando a casa in auto e trovò la piccola tremante, impaurita e, appunto, con un legno conficcato nella schiena. Antiga ha cercato per 39 anni di sapere chi fosse quella piccola. All’epoca faceva il gelatiere in Germania, e stava rincasando coi dipendenti.

Nelle sue parole, ancora anni fa, il ricordo di quella tragica notte. «Ero stato fermato al Brennero dai doganieri – ricordava Antiga – per problemi burocratici col porto d’armi. Quel ritardo di un’ora mi salvò la vita. Quando arrivai poco prima di Longarone vidi la gente in strada, nonne con le coperte sulla schiena, gente che chiedeva aiuto. All’inizio pensai a un incidente, poi capii il disastro. Incontrai una bambina che era stesa a terra e in difficoltà, la avvolsi in una coperta. Continuava a ripetere: “Acqua, acqua”; e poi: “Mi chiamo Micaela”. Era terrorizzata, perdeva sangue dalle ferite».

«La caricammo sull’Opel e la portammo all’ospedale di Pieve di Cadore – continua Antiga – lasciai ai medici il mio nome, nella speranza di rivederla in salute». La bimba si salvò, ma per quarant’anni anche lei cercò invano Cesare Antiga.

Antiga ha riconosciuto la piccola in una foto sul libro “Vajont” di Bepi Zanfron. Diego, figlio di Cesare, ha poi compiuto il miracolo con Internet. Trova il sito del “Comitato Superstiti per la difesa dei diritti del Vajont” e riconosce nella bimba di 39 anni prima Micaela Coletti, la presidentessa. –


 

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