L’Erasmus day promuove i tutor

Passaggio delle consegne tra gli studenti che hanno  concluso la loro esperienza e i “colleghi” che invece iniziano



Erasmus day al Catullo di Belluno. Mattinata intensa, animata dal passaggio di consegne tra gli studenti che hanno già portato a termine l’esperienza professionale all’estero e coloro che invece l’inizieranno a breve. Nel mezzo un’aula magna gremita in ogni ordine di posto.


Presenti gli studenti, oggi in quinta superiore, che nello scorso anno scolastico hanno partecipato al progetto “Erasmus +”: un centinaio, appartenenti non solo al Catullo ma anche ad altri istituti bellunesi come il Calvi, il linguistico Renier, il Segato Brustolon e l’alberghiero Dolomieu di Longarone.

«La maggior parte di loro ripartirebbe domani mattina» ha sottolineato Rosalba Durante, docente referente del progetto insieme alla collega Valentina Cervasio per quanto riguarda il Catullo, «si tratta di un’esperienza formativa, non solo a livello professionale ma anche umano e caratteriale. Il Catullo porta avanti questo progetto da più di dieci anni perché ci crede fortemente».

Sette le destinazioni scelte dagli studenti: Reading in Inghilterra, Malta, Cannes in Francia, Valencia in Spagna, Cork in Irlanda, Cardiff in Galles e Berlino in Germania. Cinque le settimane di permanenza, la prima delle quali impegnata in una fase di studio volta ad affinare la conoscenza delle lingue straniere. Archiviata l’esperienza dei ragazzi oggi in quinta, tra maggio e giugno toccherà agli alunni attualmente in quarta superiore, novanta, che partiranno per le stesse destinazioni dei loro predecessori.

«I ragazzi rientrati dal progetto Erasmus hanno fatto da tutor a quelli che presto partiranno» ha spiegato Valentina Cervasio, «hanno esposto le loro esperienze coadiuvate da un simpatico video che hanno realizzato appositamente durante il soggiorno all’estero. Nelle settimane di permanenza ognuno di loro si cimenta con un ambiente lavorativo strettamente collegato al loro percorso di studi».

A prendere la parola tra gli studenti che hanno già concluso la propria esperienza Erasmus anche Andrea che a Cardiff ha fatto il commesso ed il cassiere in un negozio. Le scuole di Belluno aderenti al progetto si avvalgono della collaborazione di un organismo che funge da mediatore con i vari enti di accoglienza, la Fortes di Vicenza: «Per il prossimo settennato il parlamento europeo ha raddoppiato i fondi da destinare al progetto Erasmus» ha fatto sapere il responsabile Andrea Cecchin, «grazie a questi fondi i ragazzi spendono cifre irrisorie. Un’esperienza all’estero di cinque settimane non costa più di 250 euro. C’è una selezione che viene effettuata nella scelta dei ragazzi da mandare in Erasmus che parte dalla conoscenza delle lingue straniere e dai risultati scolastici. Fortes in tutta Italia segue ogni anno circa mille studenti impegnati nelle varie destinazioni Erasmus. Alcuni di loro che si contraddistinguono durante l’esperienza professionale vengono anche richiamati. Chi va a lavorare in Erasmus non percepisce un introito ma alcune aziende consegnano loro alla fine dell’esperienza una piccola donazione». —



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