Park largo Poste a Cortina: si farà un solo piano interrato

Entro fine mese SeAm presenterà una relazione tecnica dettagliata. Il sindaco Ghedina: «È il male minore, così facendo l’opera si pagherà da sola»

CORTINA. Entro fine mese la Servizi Ampezzo presenterà una relazione dettagliata per realizzare, in largo Poste, un piano del famoso parcheggio interrato. La società municipalizzata ha avuto incarco dalla giunta a giugno 2018 di predisporre tutta la documentazione per realizzare il minimo di un’originariamente grandiosa opera.

Un progetto di cui si parla dal 2009, votato in consiglio dalla sola maggioranza nel 2010, che prevedeva un parcheggio interrato a 3 piani per 195 posti auto. Poi le analisi del sottosuolo fecero ridurre il progetto stesso a due piani, per 154 posti. SeAm proseguì con i bandi, e ci fu la consegna dei lavori alla Vidoni di Udine, ditta oggi in fallimento. Nel contempo sono state eseguite le operazioni di carotaggio e bonifica bellica, sono stati spostati i sottoservizi (ossia i cavi di luce, telefoni e acqua) e il suolo è sempre stato riasfaltato con un investimento pubblico di 2,5 milioni di euro. Sono anche stati venduti sulla carta progettuale 50 posti auto per un introito di 8,5 milioni di euro. La SeAm sta predisponendo le carte. Lavoro complesso, in quanto l’iter è anche attenzionato dalla Corte dei Conti.

«La SeAm è al lavoro per rispondere al Comune sulla procedura tecnica da seguire per terminare l’iter», spiega il sindaco Gianpietro Ghedina, «entro fine mese presenterà i documenti in giunta, poi li valuteremo assieme a tutti i consiglieri. Faremo anche un passaggio in Corte dei Conti che ritengo opportuno in quanto avevamo già avuto degli incontri in merito a questo progetto».


In base alla relazione tecnica si deciderà quindi se a realizzare il parcheggio sarà la SeAm o il Comune.

«Credo che con la parte burocratica per realizzare un piano interrato siamo a buon punto», specifica il sindaco, «poi saranno avviate le procedure per realizzare l’opera».

Un’opera che viene comunque portata avanti a malincuore. Ghedina, per anni, si è infatti opposto alla realizzazione del parcheggio interrato, ma ora l’operazione non si può più stralciare. Si rischia il danno erariale in quanto sono stati spesi due milioni e mezzo di euro per l’iter effettuato sino ad oggi e sono stati venduti, sulla carta progettuale, 50 posti auto per un introito di 8,5 milioni di euro. Se i posti non verranno ceduti a chi li ha comprati potrebbero innescarsi anche cause legali.

«Abbiamo ereditato questa situazione», dichiara Ghedina, «ed è inutile ribadire che non andava neanche pensata questa operazione in pieno centro su terreno con falde acquifere. Oggi però noi ci troviamo ad amministrare, a dover far quadrare i conti e a dover andare avanti. Il male minore è realizzare un piano interrato per evitare danni al Comune e alla sua società partecipata».

Con un solo piano l’operazione si pagherebbe. Una parte di posti sono già stati venduti e gli altri interrati lo saranno per coprire le spese. In futuro, poi, il progetto prevede che la piazza, dove oggi ci sono 72 posti auto scoperti, diventi pedonale. —


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