Rimessa a nuovo la torre campanaria di Castellavazzo

Serate musicali, fondi Cei e un intervento del Comune hanno permesso di finanziare il restauro del campanile



Continua il restauro degli edifici di culto nel Longaronese. Dopo la chiesa di Fortogna è infatti la volta del campanile di Castellavazzo che è stato messo a nuovo.


Si tratta del campanile dell’antica chiesa dedicata ai santi Quirico e Giulitta che era sede della Pieve di Lavazzo, una delle più antiche della vallata che nel passato ricopriva una posizione strategica di controllo.

La costruzione dell’edificio, che sorge su un colle dell’antico fortilizio romano da ci deriva il nome di Castellavazzo, risale alla fine del 1200 con successivi ampliamenti e inserimenti di opere artistiche.

Purtroppo negli anni gli agenti atmosferici hanno rovinato in particolar modo il campanile che era soggetto ad infiltrazioni che rischiavano nel tempo di rovinarlo in modo consistente.

Il precedente parroco, don Giuseppe Bernardi, aveva fatto redarre un progetto di restauro, lanciando poi eventi particolari come concerti di musica classica per raccolta dei fondi. Il costo complessivo dell’intervento era però di circa 110 mila e quindi era necessario trovare delle fonti di finanziamento. Così, come nel caso di Fortogna, si è ricorso al fondo di restauro della Cei, finanziato con i proventi dell’8 per mille, che ha coperto in gran parte i costi. Anche il Comune ha fatto la sua parte stanziando circa 3 0mila euro per la causa.

Il progetto è stato redatto dall’architetto Marino Baldin e dall’ingegner Massimo Miana mentre i lavori sono stati eseguiti dalla ditta Restaurarte di Belluno.

Tra gli interventi principali effettuati la sistemazione della cuspide, rovinata nel corso degli anni da pioggia e intemperie, le protezioni alla cella campanaria e il rafforzamento degli intonaci e del rivestimento lapideo.

Ora rimangono alcuni lavori per sistemare anche la facciata esterna dell’antica chiesa che tra qualche anno festeggerà i 500 anni dalla fondazione. La parrocchia, dall’anno scorso guidata dal giovane parroco don Alessio Strapazzon, auspica qualche aiuto esterno di privati, approfittando delle agevolazioni previste dalla legge, che possano investire su questo pezzo di storia locale. —



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