Allarme: Cortina ha perso 2.739 abitanti in 43 anni

Lo spopolamento colpisce anche la “Regina”. Da Rin: «Facciamo qualcosa o sarà la fine. Se va avanti così forse già i nostri figli perderanno servizi vitali per la comunità»

CORTINA. Attivare azioni politiche e sociali per fermare o per lo meno ridurre lo spopolamento. È quanto intende fare il gruppo di minoranza “Cortina presente e futuro”.. Giorgio Da Rin, il capogruppo, ha inviato un messaggio ai cittadini sull’andamento demografico di Cortina, anch’essa alle prese col calo delle nascite. Se nel 1975 i residenti erano 8581 e si registravano 105 nascite e 65 decessi, nel 2018 i residenti si sono fermati a 5842 con sole 35 nascite e 77 decessi. Il che significa 2739 residenti persi in 43 anni.

«La crescita della popolazione di Cortina non si è solo fermata ma sta diminuendo di anno in anno in maniera esponenziale», ammette Da Rin, «e quindi abbiamo pensato di sollevare il problema per cercare alcune soluzioni da condividere con cittadini e Amministrazione. È pur vero che il calo di nascite è una tendenza nazionale, ma nel nostro Comune si presenta in maniera molto più forte e allo stato irreversibile».


Di fronte a dati così inequivocabili Da Rin e i suoi chiedono un intervento politico per fare serie riflessioni e iniziare a stilare un piano d’azione in modo trasversale.

«Oggi io e i miei colleghi vogliamo essere pionieri in un atto che non ci spetta ma che consideriamo fondamentale per la sorte del nostro paese», continua Da Rin, «perché è evidente che, se il trend resta questo, i nostri nipoti o forse già i nostri figli non potranno mai avere i servizi che noi ora diamo per scontati come scuole, ospedale, asili, pubblica sicurezza e altro».

L’apposizione, consapevole che non ci sia una ricetta magica per invertire l’andamento demografico, prova a suggerire alcune azioni.

«Nel mio umile modo di vedere la ricetta è composta da molti ingredienti», ammette Da Rin, «potremmo ad esempio chiedere che l’ipotetico villaggio olimpico non sia fatto in modo provvisorio, ma permanente, facendo sì che una volta finito l’evento gli appartamenti possano essere usati dalle nuove coppie e dalle famiglie del posto. Dobbiamo poi stimolare l’interesse dei giovani per il lavoro nel settore turistico, facendo capire loro che certi impieghi, cioè quelli che facevano i nostri nonni o genitori, come ad esempio commerciante, cameriere o albergatore, non sono da disdegnare, ma rappresentano un’ottima occasione se si sa come sfruttarli e soprattutto se si è disposti a portare creatività e innovazione. Bisogna intervenire perché sta sparendo la cura dell’accoglienza turistica. Non possiamo sperare che la gente scelga di soggiornare e di spendere i propri soldi sul nostro territorio se non si sente accettata, perché alcuni palesano la propria antipatia nei confronti dei propri ospiti o clienti. Capisco che a volte alcuni possano essere maleducati o troppo esigenti, ma si tratta della nostra unica fonte di redditto e, se riusciamo a ricreare quella professionalità che una volta Cortina vantava nell’accoglienza turistica, raccoglieremo sicuramente più successo e riusciremo a nostra volta a educare i nostri clienti». —

Alessandra Segafreddo

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