Nasce il coordinamento dei comitati veneti per interrare le linee



I comitati veneti fanno fronte comune per l’interramento delle linee elettriche. Dal Bellunese al Trevigiano e fino al Veneziano, si leva una richiesta unitaria: smettere di portare avanti progetti che impattano sul territorio in maniera invasiva. Giovedì scorso a Volpago del Montello si sono incontrati i rappresentanti dell’associazione Vivaio Dolomiti di Belluno e dei comitati VolpagoAmbiente, Paeseambiente, Cittadini Quinto e Morgano e Cappella Vive (Scorzè), che hanno costituito un coordinamento per avviare azioni comuni sul tema della sistemazione del potenziamento della rete elettrica di Terna nelle tre province.


L’incontro si è svolto nel paese in cui Terna progetta di costruire una stazione elettrica di 80 mila metri quadri, osteggiata dalla popolazione e dagli amministratori. A Volpago confluirà la linea che scende dal Bellunese. «È da tempo che ci confrontiamo con i comitati del Trevigiano e del Veneziano, come avevamo fatto con quelli della Riviera del Brenta», spiega il presidente di Vivaio Dolomiti Gianni Pastella, presente all’incontro con una delegazione di cittadini bellunesi. «L’obiettivo è quello di coordinare le richieste di tutti i territori interessati dai progetti di Terna. Le linee elettriche sono tutte collegate, gli elettrodotti non hanno confini e dunque anche i comitati sono tutti legati dallo stesso filo».

I cittadini con la loro azione intendono salvaguardare le specificità dei territori, chiedendo con forza l’interramento delle linee ad alta tensione lungo gli assi autostradali e ferroviari e usando per le necessità tecniche le stazioni elettriche già esistenti senza doverne costruire di nuove. I comitati lavoreranno in questa direzione con i Comuni, faranno assemblee nei territori e cercheranno di portare le loro proposte ai tavoli nei quali vengono prese le decisioni.

«Ricostruiamo l’unità dei territori che Terna ha diviso andando a concertare i progetti in ogni singolo comune», conclude Pastella. «La linea a 220 kV che attraversa tutta la nostra provincia arriva in pianura e questa azione coordinata servirà per proporre la soluzione meno invasiva possibile. Non siamo contro lo sviluppo, ma chiediamo che si usino le migliori tecnologie, come l’interramento». —



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