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Spiaggia Verde, attesa la chiusura indagini: «Parliamo sugli atti»

G.S.
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CORTINA. Lavori alla Spiaggia Verde: i cinque indagati hanno un nome. La Procura della Repubblica di Belluno ha iscritto nel registro degli indagati per violazioni ambientali e paesaggistiche, oltre che deposito non autorizzato, i titolari trevigiani dell’ex Lido Capo Verde di Fiames, Diego Dal Cin ed Edoardo Paggiaro, come committenti dell’opera; il direttore dei lavori Rolando Battaiotto e i legali rappresentanti delle due imprese coinvolte, una della quali è la Morato Scavi di Gabriella Schiavon, un’impresa individuale che ha sede a Carbonera.

Non è detto che l’inchiesta si fermi qui, perché martedì scorso i carabinieri forestali sono andati per due volte in municipio ad acquisire atti negli uffici del Patrimonio e dell’Edilizia privata, per verificare che le pratiche edilizie siano state fatte come si deve. Gli accertamenti sono ancora in corso, sempre su delega del sostituto procuratore Marco Faion, nel frattempo si stanno muovendo gli avvocati. Giuseppe Antoniazzi del foro di Treviso difende Paggiaro e Battaiotto e ritiene che non sia questo il momento delle dichiarazioni: «Le indagini sono appena all’inizio e naturalmente non abbiamo ancora visto gli atti. È prematuro dire qualsiasi cosa, adesso come adesso, aspettiamo che ci sia qualche sviluppo, per cominciare a leggere le carte».

Il prefabbricato in legno e tegole da 150 metri quadri di superficie con sala, cucina e servizi, che funzionava come chiosco, è del 2016. La zona di Pian de Loa è all’ingresso del Parco Dolomiti Ampezzo, pertanto è sottoposta a vincolo paesaggistico. Nel settembre dell’anno dopo c’è un’ordinanza di ripristino da parte del Comune, in quanto la casetta con il parco giochi davanti a quel luogo non può più starci. I gestori la fanno sollevare da una gru e la sistemano su due rimorchi, a poca distanza, che non si muovono per un anno. La zona viene recintata, ecco perché viene contestato il deposito non autorizzato.

In seguito parte una pratica edilizia e, nel novembre dell’anno scorso, viene costruita una platea in cemento, che non era prevista. Bisognava fare altro e, invece, grazie a questa piattaforma la struttura sarebbe diventata da provvisoria a definitiva, in quella che è stata ribattezzata Spiaggia Verde. La struttura non è stata aperta per la stagione invernale e, a causa della neve, non è facile da raggiungere, se non si è adeguatamente attrezzati. Ma con la bella stagione l’attività di ristoro sarebbe ripresa, se non fossero intervenuti i carabinieri forestali a segnalare una situazione da approfondire. —

G.S.



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