«Mafie: attenti, nel Bellunese non siamo immuni»

Quattro i pullman di studenti partiti dalla provincia con le associazioni. Un ulteriore autobus anche dall’Agrario di Feltre

PADOVA

La carica dei giovani bellunesi per dire no alle mafie. Tantissimi studenti infatti erano presenti a Padova alla giornata nazionale della memoria e impegno per le vittime innocenti delle mafie a Padova organizzata dall’associazione Libera. Sono infatti partiti quattro pullman con a bordo molte classi delle varie scuole superiori e medie della provincia con Libera provinciale e Cadore.

Trasporti messi a disposizione dall’ufficio scolastico con le “Scuole in rete”, Consulta Provinciale degli Studenti, in sinergia con Csv Belluno, Amici delle Scuole in Rete e Dolomitibus. Un ulteriore pulmino della scuola ha trasportato poi una delegazione dell’agrario Della Lucia di Feltre. Entusiasmo e soddisfazione per aver partecipato alla marcia lungo le vie di Padova, la lettura dei quasi 1000 nomi delle vittime innocenti di mafia e ascoltato il discorso di don Luigi Ciotti a Prato della valle con 50mila persone da tutta Italia.

«Abbiamo fatto nei mesi scorsi a scuola un percorso sulla legalità», raccontano Martina Faso e Aurora Costa della 2 Calvi «preparando anche dei cartelloni con slogan di riflessione, molto apprezzati dagli altri partecipanti. È la prima volta che abbiamo partecipato ad una manifestazione con così tanta gente e pensiamo sia importante il messaggio di tramandare alle nuove generazioni il rispetto e ricordo delle vittime». «Anche noi prima di partire abbiamo fatto delle lezioni in classe con vari insegnanti di più materie», dicono dalla 2B sociale del Catullo «è stato davvero interessante. Ci ha colpito molto il discorso di don Ciotti perché si vedeva il suo impegno vissuto in prima persona e la passione che trasmetteva». «Don Ciotti ha parlato di temi che spesso non si vogliono ascoltare» dice Alessandro Busana 5^ Dal Piaz «non ha citato tecnicismi ma è andato sul concreto ovvero ha citato la corruzione, la mancanza di solidarietà e l’ignoranza. Tutte cose che possono favorire le mafie e noi nel Bellunese non ne siamo esenti. Bello anche il suo passaggio sulla forza delle donne che si ribellano».

«È stata un’opportunità grande per noi giovani», secondo Michela Ndoci di 3 media Lozzo «mi hanno colpito i nomi dell’infinito elenco: fa veramente riflettere e ci spinge a non avere una mentalità mafiosa». «È stata una giornata intensa» dice Maria Gomiero 2 Lollino «la cosa che più mi ha colpito è stato l’invito di don Ciotti a rompere i muri di ipocrisia e silenzio. Possono essere demoliti solo dall’informazione collettiva e da una convinta scelta personale. Penso che dopo una giornata del genere non ci siano dubbi sul lato da cui combattere». —

 

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