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Tentò di uccidere il consigliere, condannato a sei anni e mezzo

Paso Ahmetovic dovrà pagare anche un sostanzioso risarcimento dei danni. Durante l'udienza ha minacciato di morte la vittima e anche un comune amico

Gigi Sosso
1 minuto di lettura



Accoltellò il consigliere comunale. Tentato omicidio: condannato a sei anni e sei mesi Paso Ahmetovic, più un risarcimento danni di 30 mila euro in favore di Bruno Longo della lista “Belluno è di tutti”. Il 54enne croato ne aveva già versati 3 mila, che erano stati devoluti alle cure per uno dei suoi due figli. Nell’abbreviato di ieri mattina, tra una minaccia e l’altra, il giudice per le udienze preliminari Marson ha sentenziato qualcosa di meno rispetto agli otto anni richiesti dal pubblico ministero Gallego anche per porto abusivo di arma od oggetto atto a offendere e ai 40 mila euro chiesti dall’avvocato di parte civile Claudia Bettiol.

Il nuovo difensore d’ufficio Ghedina ha provato a sostenere la tesi delle lesioni aggravate e a chiedere gli arresti domiciliari, ma di speranze ce n’erano molto poche e ci sono scappate anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e legale per la durata della pena. La carcerazione è stata allungata fino al 4 aprile 2020, sotto la più stretta sorveglianza: un anno solo, per il momento, perché sulla base delle motivazioni la difesa presenterà sicuramente appello, per cercare di ottenere uno sconto di pena, a Venezia.

Ahmetovic non era presente alla lettura della sentenza, che è arrivata dopo due ore e venti di camera di consiglio. Se n’era andato già dopo pochi minuti, facendosi riaccompagnare nel carcere di Treviso, dopo aver minacciato di morte non solo Longo ma anche Flavio Donà, un amico comune, che nell’aprile dell’anno scorso gli avrebbe negato un prestito in denaro: «Quando esco, li uccido» è stata più o meno la frase finita a verbale. Non è mancato nemmeno un pesante insulto all’avvocato della controparte e anche questo è stato trascritto dal cancelliere.

I fatti erano accaduti il 19 aprile 2018, in via Vittorio Veneto, davanti al bar all’Angolo. Longo era a bordo di una Porsche che un amico gli aveva affidato per farla riparare, quando è stato accoltellato. Un fendente, dal quale Longo si è difeso con il braccio sinistro. Non l’avesse fatto, la lama avrebbe colpito degli organi vitali. Danneggiata anche l’auto, ma il proprietario non ha presentato querela per danneggiamento aggravato e non si è proceduto. Quando è arrivata la polizia, Ahmetovic ha minacciato gli agenti che stavano per arrestarlo.

L’uomo gridava di volere i soldi di un orologio falso, che aveva pagato 250 euro e non era nemmeno funzionante. Longo ha sempre sostenuto di non avere debiti con il suo aggressore, perché glieli aveva già restituiti. L’altra tesi era quella del prestito da parte di Donà, al quale Longo si sarebbe opposto, scatenando una reazione incontrollata e incontrollabile. Ahmetovic è stato dichiarato capace d’intendere e volere, ma con un disturbo antisociale ed è stato condannato. —

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