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Causa civile da un milione per le parole Facebook dopo Vaia

De Bernardin: «Useremo per il paese i soldi che quella signora dovrà versare». La villeggiante al centro della polemica ribatte su Facebook: «Siamo alla follia»

Stefano De Barba
1 minuto di lettura



Un milione di euro tondo tondo per ripagare un insulto rivolto non al singolo amministratore ma ad una intera collettività.

I soldi li chiede il Comune di Rocca Pietore attraverso una causa civile: la notifica del procedimento, assicura il sindaco Andrea De Bernardin, se non è stata già recapitata arriverà lunedì o nei primi giorni della prossima settimana.

La destinataria è Laura Internicola, la villeggiante bresciana di Carpenedolo che a poca distanza dall’alluvione aveva scritto «Popolazione di lazzaroni e assistenzialisti» su Facebook dopo essersi recata ai Serrai di Sottoguda e aver dovuto pagare la sosta. Già querelata per diffamazione aggravata all’indomani delle sue dichiarazioni, ora è la destinataria della causa civile avviata dal legale dell’amministrazione comunale, l’avvocato Antonio Prade.

La donna ha già replicato sul social network. «Cos’è, il fondo di raccattonaggio non funziona?», ha scritto ieri, ribattendo all’annuncio della causa civile nei suoi confronti. «Gli abitanti sono scossi ogni volta che piove e frana e la colpa è mia? Sei mesi coi tronchi sulla testa e strumentalizzano me? Tutti dovreste sdegnarvi... Siamo alla follia pura», contesta via internet.

«Anche questa risposta su Facebook denota lo stile della signora che avevamo già ampiamente potuto apprezzare dopo l’alluvione», spiega caustico il sindaco De Bernardin. Che spiega la nuova iniziativa legale, sancita con una delibera di giunta: «La cosa che ho ritenuto grave è che non ha attaccato il sindaco o il politico di turno, ma l’intera popolazione di Rocca Pietore e del Bellunese, definendoci assistenzialisti e lazzaroni».

Le vicende del dopo alluvione, spiega De Bernardin, hanno mostrato tutt’altro: «Abbiamo fatto vedere che a Rocca siamo stati capaci di costruire un acquedotto in 23 giorni, di far fronte ad un’emergenza mai vista prima sul territorio, di riprenderci da uno shock non da poco anche a livello personale. Attaccarci in quel modo brutale in quei momenti era una cosa da non fare».

Da qui la doppia iniziativa legale, penale e civile: «Abbiamo chiesto un milione di euro, poi sarà un giudice che deciderà quanti dovrà darne effettivamente a Rocca Pietore, perché do per scontato che dovrà dare dei soldi a Rocca Pietore. E qualsiasi somma arriverà dalla signora verrà usata come le altre donazioni fatte dalla gente per la ricostruzione».

Un’iniziativa legale, spiega De Bernardin, che vuole dare anche un segnale più generale: «Mi sembra opportuno dare un segnale a chi è pieno di coraggio davanti ad una tastiera ma poi spesso a faccia a faccia non è in grado di dire niente. Mi è successo più volte di vedere questo grande limite dei social network: danno molto spazio a persone che poi hanno molto poco da dire». —





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