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Chiede il finanziamento usando i dati del padre e finisce a processo

Gigi Sosso
1 minuto di lettura

TRICHIANA. Finanziamento a sua insaputa. Un trichianese si è visto addebitare 8.336 euro da Findomestic e l’agenzia di recupero credito Agos Ducato quei soldi li rivoleva indietro, anche se in rate più o meno comode. A processo per sostituzione di persona e falsa dichiarazione o attestazione al certificatore di firma elettronica sull’identità o su qualità personali proprie o di altri c’è finito il figlio Alek Brancher.

Quest’ultimo è stato indagato anche per truffa, ma il fascicolo per questa ipotesi di reato è stato archiviato dal giudice per le indagini preliminari. Gli accertamenti sono stati fatti dalla polizia e a chiarire la situazione è stato il server di libero.it. Peraltro nel contratto stipulato il numero di telefono non è di Gildo Brancher, tanto meno la firma digitale richiesta da Findomestic.

L’anziano è stato sentito in aula dal pubblico ministero Rossi e dal giudice Feletto. Improvvisamente gli è arrivata un’intimazione di pagamento e la sua sorpresa è stata grande, dal momento che non aveva mai stipulato un contratto con un istituto di credito. Non sapeva di avere delle rate da pagare, ma non solo: non ha un indirizzo di posta elettronica e non ha mai piazzato una firma digitale in vita sua. Non sarebbe proprio in grado di farlo. Dopo il divorzio dalla moglie gli è successa anche questa, dopo che durante gli anni di matrimonio era abituato a versare in casa quasi tutto lo stipendio.

Alek Brancher è difeso dall’avvocato Fioraso e la fase istruttoria del processo è terminata. Il giudice ha fissato l’udienza del 13 maggio per discussione e sentenza di primo grado. —

Gigi Sosso

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