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Investito a Pocol accusa a ragione un automobilista

Un turista è finito in tribunale perché secondo la Procura aveva raccontato una bugia ma in aula un testimone gli ha dato pienamente ragione

G.S.
1 minuto di lettura

CORTINA. Una ruota su un piede. L’accusa di calunnia nei confronti di Andrea Fiorito scricchiola. L’uomo aveva denunciato un automobilista di averlo investito a Pocol, sopra Cortina, e andrà a finire che aveva ragione e che di conseguenza non bisognava portarlo a processo.

I fatti sono del 31 marzo 2014, sulla strada regionale 48 delle Dolomiti, che porta a passo Falzarego. Gran traffico in entrambi i sensi di marcia, nei pressi dell’hotel Argentina si va a passo d’uomo, perché c’è un capannello di persone che discutono vicino a una macchina Bmw parcheggiata a bordo strada.

Un turista è a bordo di una Bmw X5 e c’è la moglie sul sedile del passeggero. Si procede pianissimo e a un certo punto il conducente sente dei colpi: «Una serie di botte, prima sul parafango e poi sullo specchietto retrovisore. Subito dopo, ho visto un uomo, che era appeso al finestrino e ha preso per la giacca a vento mia moglie, tentando di colpire me con dei pugni. Non ho avuto la sensazione di aver investito qualcuno, ma questo individuo mi ha riferito che gli avevo rotto prima una gamba e poi un piede. Personalmente devo dire che non mi sono accorto di niente».

La moglie si è trovata faccia a faccia con Fiorito e un po’ dev’essersi preoccupata. Anche lei aveva sentito solo dei colpi, dopo di che lei è rimasta in auto, mentre il marito è sceso per rendersi conto di quello che poteva essere successo. A un certo punto, sono arrivati i carabinieri. La testimonianza decisiva potrebbe essere quella di uno degli uomini, che fino a poco tempo prima stavano discutendo. Era a Cortina per la gara di sci della figlia e il piede calpestato dal grosso veicolo l’ha visto. Un altro discorso il fatto che, in seguito, sia stato percosso alle spalle dal futuro imputato. Una querela per danneggiamento e percosse forse ci stava, quella per calunnia è diventata precaria. —

G.S.

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