Simionato sfida Doglioni: l'Ascom non funziona

Il ristoratore si candida alla presidenza: «Basta conflittualità e protagonismi: serve lavorare tutti insieme e scegliere»



Saranno due i candidati alla presidenza di Confcommercio Belluno. Dopo la ricandidatura ufficiale del presidente uscente Paolo Doglioni, a meno di un mese dalle elezioni (previste il 6 maggio, ndr) anche Massimo Simionato ha deciso di mettersi in gioco.


Titolare del ristorante la Taverna di via Cipro, fondatore del Consorzio Belluno Centro storico, che ha presieduto per una quindicina di anni, a capo della Strada dei formaggi dalla sua nascita, ha deciso di tentare la scalata alla poltrona di Ascom. «Lo faccio perché il pensiero unico mi fa paura. Percepisco da tempo del malcontento nei confronti di questa dirigenza, tanto che speravo che in questi mesi qualcuno si facesse avanti. Vedo, però, che da bravi bellunesi si preferisce lasciare tutto com’è, e allora ho deciso di fare qualcosa per contrastare l’andazzo attuale dell’associazione».

A cosa si riferisce?

«A mio parere la Confcommercio di Belluno oggi è in mano a cacciatori di poltrone. Pensiamo al presidente Doglioni: prima era all’interno degli Industriali, poi, è passato alla Camera di Commercio, infine è arrivato ad Ascom. Ma il modo in cui sta gestendo l’associazione non mi piace».

Cosa non le piace?

«L’aspetto sindacale è assolutamente trascurato. L’Ascom, da quando c’è questa presidenza, non si fa più sentire sulle cose importanti, mi riferisco alle scelte strategiche in ambito turistico. Non vedo grandi idee, vedo poca attenzione a questi aspetti importanti».

Cosa rimprovera all’attuale presidente?

«Rimprovero la conflittualità e la scarsa capacità di fare squadra».

Doglioni dice che grazie a lui tutte le associazioni dialogano tra loro...

«Quando ha detto queste cose al giornale, nei giorni successivi sia la Coldiretti che la Camera di commercio hanno replicato duramente. Quello che non sopporto è che con questo presidente, si continua a far un uso spropositato del pronome personale “io”. Penso sia venuto il momento di usare il “noi”».

Se verrà eletto presidente cosa intende fare?

«Voglio potenziare la parte sindacale, mettendo più persone che lavorano sui progetti. Voglio istituire una cabina di regia per il turismo, collaborando effettivamente con le altre associazioni e giungendo a scelte strategiche. Inoltre, in merito ai progetti di mobilità tramite ferrovia o autostrada credo sia arrivato il momento di decidere cosa fare, altrimenti non otterremo nulla. Vorrei organizzare una grande conferenza in cui tutti gli attori discutano di questi argomenti per poi giungere finalmente a una scelta».

Inizierà quindi la campagna elettorale?

«Non voglio raccogliere deleghe. È vergognoso questo sistema perché premia chi ha più tempo e non è giusto. Invito i presidenti di categoria e i delegati comunali a partecipare all’assemblea dei soci». —



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