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Edilizia, in dieci anni comparto dimezzato

Tramontin: «Ripresa saltuaria, il mercato non dà certezze». Manca l’impulso del pubblico. Si spera nei Mondiali di sci

Raffaele Scottini
2 minuti di lettura



«I dieci anni che sono passati dall’esplosione della crisi sono stati pesantissimi. Si sono ridotte del 50 per cento le aziende e le maestranze». A evidenziarlo è il presidente del settore edilizia di Confartigianato imprese Belluno Paolo Tramontin, che conferma come il comparto edile sia stato quello più martoriato nel panorama delle imprese. Dei timidi segnali di ripresa si vedono, «ma sono saltuari. Ci sono momenti in cui sembra che ci sia lavoro e magari il giorno dopo svanisce tutto come una bolla di sapone».

In generale tutta la provincia soffre, ma «il Feltrino è più fermo di altre aree, ormai da un pezzo. Risente della vicinanza delle imprese che arrivano dal Trevigiano», osserva Tramontin. Quanto alla parte più montana del Bellunese, escludendo Cortina che è un caso a parte, «le zone alte hanno la difficoltà doppia delle infrastrutture mancanti».

Riguardo all’edilizia privata, bisogna ragionare giorno per giorno. Il problema è che le imprese non riescono a fare programmazione perché il mercato non dà certezze. «C’è del lavoro nel settore privato», spiega, «ma te lo chiedono dall’oggi per il domani, per cui o sei pronto, oppure devi lasciar perdere. Quando un privato decide di fare un lavoro, vuole partire nell’immediato e se non hai le potenzialità di intercettare l’opportunità, la vedi passare e la perdi. Però non è che vai al supermercato a prendere le maestranze di cui hai bisogno». Cambiando fronte, «manca l’impulso del pubblico e i pochi appalti che fa, li fa al massimo ribasso e diventa un ulteriore bagno di sangue».

Il paradosso è che le forze lavoro si sono ridotte drasticamente, però non si riescono a trovare operai sufficientemente preparati al momento del bisogno, nonostante una scuola di formazione specializzata di eccellenza. È una questione di numeri: «Sono più i pensionati dei ragazzi diplomati che si immettono nel mondo del lavoro», dice Paolo Tramontin. «I giovani che escono da scuola sono una trentina all’anno e trovano subito impiego».

Altro aspetto è quello economico: «I privati sono diventati dei cattivi pagatori come il pubblico e così si rischia di andare in difficoltà», osserva il presidente del settore edilizia di Confartigianato, che guarda ai cantieri legati ai Mondiali di sci del 2021 come input al sistema delle imprese del bellunese. «Bisogna sperare che gli appalti non siano appannaggio di ditte da fuori che presentano ribassi mostruosi e poi magari le aziende locali si trovano a lavorare in subappalto».

Nel mercato immobiliare ultimamente si vedono in giro parecchi cartelli “vendesi”, ma più che altro si svende. In generale, il patrimonio residenziale è molto datato, con tante costruzioni precedenti alla normativa antisismica (del 1974) e per l’efficienza energetica (1976). La via d’uscita, indicata ormai da tempo, è proprio la riqualificazione dell’esistente come volano per avere lavoro, sperando che gli incentivi fiscali per gli adeguamenti sismici ed energetici abbiano effetti positivi, oltre al piano casa. «Dobbiamo lavorare sul tanto volume edificato che c’è già e ha bisogno di essere riqualificato», ribadisce Paolo Tramontin, «salvaguardando il territorio che è già stato sfruttato fin troppo». —





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