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Conclusi i disgaggi a Lozzo per limitare le frane dal monte Revis

Ora si lavora sull’alveo del rio Rin per portare via il materiale. A Perarolo resta sotto controllo la frattura in località La Vara

Gianluca De Rosa
1 minuto di lettura

LOZZO

Proseguono spediti, nonostante l’incombere quotidiano del maltempo, i lavori che da un paio di settimane interessano il monte Revis che sovrasta l’abitato di Lozzo. Il programma di disgaggio, previsto per limitare nuove frane dopo quella caduta ad inizio aprile con l’interessamento di un’abitazione, è stato portato a termine in tempi record nonostante le difficoltà da rimandare principalmente alla particolare conformazione geografica del versante roccioso che ha richiesto un lavoro attento e certosino. Ora le attenzioni si spostano sull’alveo del sottostante Rio Rin, dove sono iniziati i lavori di smaltimento del materiale demolito. . Il materiale viene caricato su grossi camion e successivamente stoccato in un’area situata sullo stesso territorio comunale, messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Lozzo.

«Senza il maltempo avremmo finito tutto in tre, quattro giorni», ha sottolineato Pierantonio Zanchetta, «il ricorso al grosso ragno abbinato all’escavatore si è rivelata la scelta migliore perché ha accorciato notevolmente i tempi di intervento. Possiamo dire che ci abbiamo messo meno tempo nel realizzare il lavoro che a pensarlo. A questo punto la sicurezza dell’abitato sottostante è garantita; per quanto riguarda i prossimi passi da compiere verranno studiati in un secondo momento. Nel frattempo le mansioni passano nelle mani del sindaco (Lozzo è uno dei paesi del Cadore interessati dal voto), massima espressione locale in materia di protezione civile» .

Da Lozzo a Perarolo il passo è breve. Anche qui un caso, l’ennesimo, di dissesto idrogeologico tiene col fiato sospeso la popolazione e contestualmente impegnato il personale destinato alla difesa del suolo. Le attenzioni sono rivolte sulla frattura riscontrata in località La Vara, poco sopra l’abitato di Perarolo, proprio di fronte alla ben più nota frana della Busa del Cristo.

«La situazione è al vaglio di un geologo che sta redigendo una relazione dopo il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi», spiega Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale con delega alla proteszione civile e al territorio, «possiamo anticipare che non si tratta di un danno ingente, l’area interessata si presenta contenuta. Prima di capire il da farsi però sarà bene studiare la relazione del geologo. Al momento non abbiamo, come ente provinciale, un quadro delineato dei fondi a disposizione. A giorni verrà approvata la rendicontazione del bilancio che al suo interno presenterà una serie di variazioni. Questo interessa tutti gli interventi di competenza provinciale, compreso quanto sta avvenendo a Perarolo dove, è bene ricordarlo, i punti critici meritevoli di attenzione sono diversi». —

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