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Il ministro: «Il collegamento si farà, un dovere nei confronti del Comelico»

Bonisoli assicura che tra poche settimane i tecnici del dicastero e della Sovrintendenza troveranno una soluzione

«Il collegamento sciistico tra il Comelico e la Pusteria si farà. Certo, sono necessari degli aggiustamenti al progetto, occorre tenere conto della tutela ambientale, ma bisogna anche dare la possibilità agli abitanti della valle del Comelico di continuare a vivere nel loro territorio».

Parola del Ministro dei Beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli. Un impegno che arriva all’indomani dell’incontro a Roma di una delegazione del Comune di Comelico Superiore con i tecnici ministeriali e della Sovrintendenza, per tentare di risolvere una controversia sul progetto (del valore di decine di milioni di euro) per un nuovo collegamento sciistico al confine tra Belluno e Alto Adige, tra i comprensori del Comelico e della Pusteria.


«Non conosco il Comelico - esordisce il ministro Bonisoli - ma dopo averne sentito parlare tanto in queste settimane da Federico D’Incà, penso proprio che andrò a visitare questa valle, il tipo di montagna difficile, dura, poco mondana che a me piace».

Il deputato bellunese D’Incà le ha dunque fatto conoscere il problema del collegamento tra Comelico e Pusteria. Lo sa quindi che c’è una specie di sollevazione popolare a favore del collegamento?

«Sono settimane che D’Incà mi parla di questo problema. Mi ha illustrato in modo dettagliato e preciso l’intera questione, la richiesta del territorio per poter realizzare i nuovi impianti e i rilievi che sono stati presentati per l’impatto ambientale. Mi ha soprattutto fatto capire quanto fosse importante per il futuro della vallata quello che si vuole realizzare».

Una vallata molto unita, tra l’altro, come si è dimostrato con le manifestazioni e le prese di posizione.

«Mi ha colpito il fatto che le prese di posizione non siano state di bandiera, ma che il ragionamento sia stato sempre articolato attorno al futuro da dare al Comelico, alle opportunità per restare a vivere in montagna. È nostro dovere far sì che questo si realizzi».

Ha parlato di questo anche con il governatore del Veneto Zaia?

«Sabato scorso alla Biennale a Venezia ho scambiato delle battute con Zaia su questo tema, mi ha detto che sul Comelico c’è la volontà della Regione di andare avanti. Ma io conoscevo già questa partita, proprio grazie a D’Incà».

Cosa è accaduto dunque a Roma, al ministero, giovedì?

«Abbiamo messo assieme i tecnici del ministero e quelli della Sovrintendenza di Venezia, con i rappresentanti del Comelico in modo da favorire un clima di collaborazione, per creare le condizioni che consentano di trovare la soluzione e realizzare il collegamento».

Ora cosa accadrà?

«Lasciamo ai tecnici il giusto spazio per lavorare, senza interferire nel loro lavoro, la politica deve restare ai margini in questo momento. Le limitazioni sono chiare, ma lo scopo è quello di trovare una soluzione. Il collegamento si farà, l’offerta sciistica sarà molto ampliata, ma il paesaggio deve essere tutelato. È un dovere che abbiamo nei confronti del Comelico».

Non sarà sicuramente questo l’unico problema delicato, di ricerca di equilibrio tra sviluppo e ambiente che vi trovate ad affrontare.

«Ci sono molte situazioni di questo tipo in Italia, ma il metodo di lavoro è sempre lo stesso, il dialogo tra gli enti locali e chi si occupa della tutela ambientale, cioè il ministero. Il nostro compito è di passare le meraviglie che abbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti, tutelandole e proteggendole. Loro ci chiederanno conto delle nostre azioni. È una responsabilità importante che mi sento addosso. Di fronte a progetti come quelli del Comelico, è quindi fondamentale trovare delle soluzioni tecniche, i politici in questo momento devono restare ai margini».

Che tempi ci saranno per arrivare ad una decisione?

«Non tempi lunghi, questo è certo: è questione di settimane. Occorre arrivare al punto per trovare un accordo, ci sono dei dettagli da mettere a posto».

Il Comelico e tutto il Bellunese soffrono del grave problema dello spopolamento.

«Agli abitanti del Comelico occorre dare la possibilità di scegliere, non devono sentire che c’è una mancanza di opportunità. Questa è una opportunità da cogliere».

Adesso non le resta che venire a visitare il Comelico.

«Credo proprio che dovrò farlo: conosco un po’ il Bellunese perchè da bambino ho vissuto a Feltre ». —


 

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