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La frana avanza di un metro, massima allerta a Schiucaz

Tra sabato notte e ieri i detriti hanno raggiunto il guardrail sulla strada. Caduti altri 150 metri cubi di materiale, un nuovo crollo registrato in serata

Raffaele Scottini
2 minuti di lettura


Massima allerta a Schiucaz per la frana che continua a muoversi e ormai incombe sulle case. Ieri si è diffusa sulla strada, raggiungendo il guard-rail dalla parte opposta della carreggiata che si trova sopra le abitazioni. Inoltre, poco prima delle 19 si è registrato un altro crollo che si è fermato prima della carreggiata. Crescono il pericolo e la preoccupazione.

Complice la pioggia caduta nella notte e proseguita durante la giornata, sono scivolati già dal versante più di cento metri cubi di detriti e massi. Nell’arco della mattinata, dalle 7.30 a poche ore più tardi, la frana è andata avanti di un metro nella parte a ridosso del vecchio mulino, quella del fronte più compresso, e continua a scaricare materiali. La situazione resta monitorata 24 ore su 24 dai tecnici di Veneto strade e dalle telecamere installate.

La Regione si è assunta la gestione dell’emergenza e l’assessore all’ambiente e protezione civile Gianpaolo Bottacin segue costantemente l’evolversi della situazione. «Nella notte si è scaricata una quantità di 100-150 metri cubi di materiale. La parte alta è rimasta sostanzialmente ferma, mentre il movimento è continuato nella parte centrale», commenta. «Il corpo frana è molto complicato, variegato nella composizione e la situazione è ancora estremamente precaria. Pioverà anche nei prossimi giorni ed è impossibile prevedere come reagirà, con quale velocità e in che direzione. Non è ipotizzabile niente, di ora in ora vediamo come si evolve».

Il disagio per gli abitanti direttamente interessati è evidente e i diciassette sfollati aspettano che venga trovata una soluzione. Nel frattempo qualcuno sta cercando un appartamento. Nei prossimi giorni verrà valutato se ci sono le condizioni di sicurezza per accedere alle case con l’accompagnamento dei Vigili del fuoco per recuperare qualche effetto personale.

Ieri mattina si è recato sul posto per un sopralluogo anche il presidente della Provincia Roberto Padrin. «Ci tenevo ad andare per rendermi conti di quello di persona di quello che è successo», spiega. «Quello che mi ha colpito di più sono state le persone sfollate che stanno affrontando un enorme disagio. In tutte ho trovato una grande dignità che mi ha commosso, persone umili che attendono si possa risolvere questa delicata situazione», dice. Ringrazio il mio consigliere Massimo Bortoluzzi, il Comune di Alpago, la Regione e Veneto Strade, senza dimenticare i volontari di protezione civile, per tutto l’impegno che stanno mettendo per far tornare nelle proprie abitazioni queste famiglie a cui va tutto il nostro sostegno morale».

La pioggia ha fatto riaccelerare lo smottamento e complica ulteriormente le cose, in una zona molto fragile dal punto di vista geologico. «In questo momento, con questo tempo, c’è solo da aspettare», interviene il dirigente della sede bellunese di Veneto strade Michele Artusato. «La frana si sta muovendo ancora e finché non ci saranno dati di stabilità, non si può intervenire. Non si possono fare previsioni». E le previsioni meteo dei prossimi giorni non aiutano, con precipitazioni ancora abbondanti.

«Sono convinto che tutti insieme si riesca a risolvere la situazione, consapevoli che ci vorrà del tempo», dice ancora il presidente della Provincia Padrin. «Sono interventi complessi e prima di tutto bisogna capire cosa fare». —



 

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