No del ministro su centraline, lupi e motori in quota

Il titolare del dicastero dell’Ambiente interviene sul tema degli incentivi: «Si rischia di rovinare gli ecosistemi»



Tre decisi no del ministro dell’ambiente, Sergio Costa, che riguardano in particolare la provincia di Belluno. No agli incentivi per il mini-idroelettrico. No alla caccia al lupo e all’orso. No ai rally sulle alte quote.


La contrarietà del titolare dell’ambiente è stata manifestata a margine dell’inaugurazione a Lovadina, in provincia di Treviso, del primo impianto di riciclaggio di pannolini.

Saranno ripristinati gli incentivi per le piccole produzioni di energia idroelettrica?

«C’è un grosso dibattito, spostato in questo momento in Europa. Si stanno parlando le due commissioni generali, quella per la Concorrenza e quella per l’Ambiente. L’onorevole Federico D’Incà in questo momento (ieri, ndr.) è proprio in quella sede per fare in modo che le due commissioni si parlino, perché è l’Europa che detta le norme di riferimento del diritto ambientale sulle quali poi si incanalano tutti i Paesi, compresa l’Italia».

Questo potrebbe significare che gli incentivi non sono un’ipotesi da escludere. Ma lei ed il suo ministero, che cosa ne pensate?

«Noi crediamo su un elemento di base: in quei torrenti, in quegli spazi, a volte anche con una portata d’acqua relativamente importante, se ci metti il mini-idro a valle che cosa accade? Rischi di rovinare un ecosistema».

È appunto la grande paura delle comunità che difendono a denti stretti, in provincia di Belluno, le loro acque.

«In effetti non è solamente Rete Natura 2000, cioè l’ecosistema particolarmente tutelato. È anche l’ecosistema che poi crea un indotto economico. Allora io mi domando, sia dal punto di vista ambientale che economico, se è opportuna una cosa del genere».

Ovviamente no.

«Considerando soprattutto che il mini-idroelettrico produce un valore aggiunto veramente piccolo».

Di quest’acqua, fra l’altro, hanno bisogno anche lupi ed orsi. Il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti, le ha scritto per chiederle la possibilità di catturare questi animali perché starebbero diventando pericolosi per l’uomo. Ciò che pensano anche numerosi amministratori in provincia di Belluno. Ma Fugatti ha protestato in queste ore perché lei non gli ha risposto.

«Io non so se la mia risposta è già partita o se sta per partire. Semplicemente ho attivato l’Istituto Ispra, come prevedono le norme, perché come ministro ho una competenza politica, mentre qui per intervenire ce ne vuole una tecnica. Ispra e la mia Direzione valuteranno le richieste del presidente. Io comunque vorrei sgomberare, da quella che potrebbe essere un’ideologia politica, le valutazioni tecniche. Vediamo se tecnicamente la cosa è risolvibile».

Cioè, almeno la cattura dei carnivori che si avvicinano all’uomo, finanche dentro i paesi. La cattura, come lei la intende, non è in ogni caso l’abbattimento dell’animale, semmai il suo ricollocamento.

«Appunto. Per me il lupo va salvaguardato. Però voglio dire una cosa: quando ci si lamenta che i lupi aggrediscono, vorrei ben capire che cosa in realtà accade. Il lupo ha un codice genetico. Poi ci sono gli ibridi, un misto tra cane selvatico e lupo. È un’altra genia che, tra l’altro, inquina quella del lupo. E poi ci sono i cani inselvatichiti».

In Cansiglio e da altre parti sono questi cani ad aver aggredito parecchie bestie. In un primo momento erano stati accusati i lupi.

«I cani inselvatichiti sono una competenza delle strutture sanitarie territoriali e secondo me con una sana sterilizzazione si risolve il problema. Il lupo puro, stando alle ricerche Ispra, ha una percentuale di presenza tutto sommato bassa. E allora mi dica lei chi devo proteggere. Il lupo, evidentemente».

Ci sono proteste, sul territorio, per i raduni in quota dei mezzi motorizzati. Il suo parere?

«I raduni sono sempre una bellissima cosa, una festa, però non devono intaccare i beni ambientali».

Nell’appuntamento di Lovadina si è parlato anche di rifiuti. Costa ha preparato un provvedimento per colpire chi abbandona rifiuti, che si tratti di piccole quantità o, peggio, di tonnellate di rifiuti contaminati industriali. «Gli ecocriminali sono in tutta Italia, non solo in Veneto, ma il 95% delle aziende italiane sono sane. Noi vogliamo andare a colpire quel cuneo che utilizza i sistemi della criminalità organizzata» ha detto il ministro. —



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