A luglio i lavori a Cancia per la briglia da 4 milioni

È l’intervento più consistente e atteso fra quelli programmati dalla Provincia. Per altre frane spesi finora quasi 2 milioni fra emergenze e sistemazioni previste

BELLUNO

Massi che rotolano dai versanti, fango che cola sulle strade, frane che minacciano interi nuclei abitati. La tempesta Vaia ha reso un territorio già fragile ancora più instabile di quanto già non fosse prima di ottobre 2018. La Provincia ad inizio anno ha censito oltre cento situazioni critiche, distribuite in ventisei comuni, e ha incaricato tre professionisti esterni di elaborare una parte delle progettazioni necessarie per sistemarle. Le altre sono state fatte dai tecnici di Palazzo Piloni.

Un lavoro intenso, che si sviluppa lungo tre binari: «Ci sono gli interventi della programmazione ordinaria, come quello di Cancia; la programmazione speciale, quella del post Vaia; le emergenze», spiega il consigliere delegato alla Difesa del suolo, Massimo Bortoluzzi. Come il sasso caduto a Bries il 2 febbraio.

Investimenti

Fino ad oggi la Provincia ha investito 1.840.000 euro in una quindicina di interventi. Sono quasi tutti conclusi. A luglio partirà un’opera che da anni non si riusciva ad appaltare: la briglia a Cancia, che costerà 4 milioni di euro. Entro fine anno, poi, saranno sul tavolo del dirigente del servizio Difesa del suolo Pierantonio Zanchetta progetti - predisposti dai professionisti esterni all’ente - per altri sei o sette milioni. Insomma, a Palazzo Piloni si lavora. In silenzio, senza grandi proclami, operando per mettere in sicurezza case, strade, ambiente e soprattutto persone.

Cancia

Ultimata la somma urgenza sul tratto dove viene canalizzato il materiale in corrispondenza del ponte Metanopoli (un lavoro da 80 mila euro), la Provincia è pronta per partire con la realizzazione della briglia frangicolata da 4 milioni. «Siamo finalmente riusciti ad appaltare questo importante intervento per la mitigazione del rischio», spiega Bortoluzzi. «I lavori inizieranno a luglio». A breve sarà anche installata la stazione di monitoraggio e allarme numero 5 ed è in corso di approvazione la perizia di consolidamento del masso posto a quota 1500 metri, medante ancoraggi con barre di acciaio. «Abbiamo inoltre commissionato uno studio al docente dell’Università di Padova Gregoretti per trovare una soluzione per deviare la colata», aggiunge Zanchetta. «Oggi il canalone finisce esattamente sopra il paese, cerchiamo di capire se c’è una soluzione diversa».

Massi sulle strade

Entrando nel capitolo degli interventi conclusi si sale a Bries, comune di Taibon agordino. Il 2 febbraio un sasso è precipitato sulla strada, distruggendo un’auto e costringendo numerose famiglie a trascorrere diverso tempo fuori dalle loro abitazioni. «Abbiamo completato il vallo di contenimento», spiega Zanchetta, «manca solo il rinverdimento». L’intervento è costato 330 mila euro ed è stato completato in 39 giorni.

Un masso era caduto anche in località La Morra a Canale d’Agordo. La provincia sta realizzando una barriera paramassi alta cinque metri sudivisa in due tratti da 70 e 55 metri(costo dell’opera 250 mila euro). È finito anche l’intervento a Lozzo, sul monte Revis. In una settimana sono stati asportati 700 mc di materiale sceso dal monte nell’alveo del torrente e altri 400 che sono stati demoliti (80 mila euro il costo dell’intervento).

Frane

Sono in corso anche i lavori a Col San Martino (Chies), dove c’è una frana che minaccia le case e la strada. È larga circa trenta metri e ha danneggiato anche la viabilità di accesso a Funes e Colomp. Si lavora con micropali e berlinesi e sono previsti anche drenaggi (200 mila euro). Sono iniziati da alcuni giorni, invece, i lavori in Val di Zoldo, per la sistemazione di una frana a monte dell’abitato di Dont e per la messa in sicurezza di un versante sopra Fornesighe ( 170 mila euro).

A Caprile la Provincia è intervenuta su una frana superficiale, che minaccia tre o quattro case. Sono state realizzate tre strutture in pietrame e legname (70 mila euro), e a fine luglio saranno rifatte anche le barriere paramassi sopra il paese. Sono finiti i lavori per due reti frangicolata a Canal (Feltre - 130 mila euro) e quelli per la messa in sicurezza del versante sopra Codenzano (Chies - 40 mila euro).

Da Costalta a Tiser

A Tiser la Provincia ha operato insieme a Veneto strade per la riapertura della strada provinciale e il consolidamento del versante: «È fondamentale che gli enti collaborino, il nostro obiettivo è lavorare per il bene dei cittadini», evidenzia Bortoluzzi. Complicato l’intervento fatto a Costalta (250 mila euro), dove la Provincia è dovuta intervenire in mezzo alle case. Sono in corso i lavori per l’asfaltatura della strada. «Sono anni che facciamo i conti con eventi alluvionali di una certa portata», evidenzia Zanchetta. «Vaia è stato il più grosso, ma il nostro territorio è fragile e per questo siamo sempre pronti a inserire interventi nella programmazione».

I prossimi interventi

Stanno per partire i lavori a Borgo Murer (Sovramonte): con 300 mila euro saranno costruite barriere paramassi lungo la strada di accesso all’abitato e sarà consolidato il versante per proteggere una decina di case. A Levego (Belluno) c’è una frana vicino al Piave. Il Genio civile sta operando con due somme urgenze, la Provincia ha dato il suo supporto con una perizia geologica e i sondaggi. A breve sarà fatto anche un intervento a Caozze (Alpago) per una colata di fango che si è riattivata. Il materiale va rimosso (20 mila euro). «Abbiamo affidato a professionisti esterni la progettazione di interventi per altri 6 o 7 milioni di euro», concludono Bortoluzzi e Zanchetta. «Una parte sarà contrattualizzata entro settembre, il resto alla fine dell’anno, per poter avviare i lavori all’inizio del 2020». —


 

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