Cantina Pian delle Vette dichiarata azienda etica

La società ha reintrodotto la viticoltura di montagna posizionandosi con la bottiglia Mat’55 al top del mercato

FELTRE. Un premio all’etica del lavoro, per aver reintrodotto la viticoltura di montagna posizionandosi al top del mercato del vino. La cantina Pian delle Vette – con la sua bottiglia Mat’55 – è stata riconosciuta come una delle ventitrè aziende etiche italiane nella prima edizione del concorso nazionale “Ethical food design”, che definisce innovazione, salute e sicurezza, design di progetto, sostenibilità del processo, responsabilità sociale, attenzione alla cultura e al territorio, cruelty free (senza crudeltà nei confronti degli animali), rispetto dell’identità e biodiversità, tracciabilità di filiera, riduzione dello spreco, riciclo e recupero, condivisione.

Partendo da oltre 80 candidature a livello nazionale, sono state 23 le realtà a ricevere la nomination della giuria, tra cui la cantina Pian delle Vette. «Grande soddisfazione nel veder riconosciuti i nostri sforzi per portare di nuovo le viti in montagna, qui nel Feltrino e soprattutto di puntare al mercato di alto livello qualitativo, come stiamo facendo con un certo successo», commenta Egidio D’Incà dell’azienda vitivinicola feltrina, che ha ritirato il premio a Milano, a Palazzo Reale.


«È molto dura per noi, perché sfidavamo colossi e brand importanti del mercato. Questo riconoscimento ci aiuta a supportare una unicità: essere azienda etica nelle bollicine e nei nostri vini rossi aiuterà i nostri clienti nella scelta del prodotto tipico locale, a favore di chi dà valore aggiunto. Chiediamo agli operatori di avere e credere nei nostri prodotti», aggiunge. «È stato grazie a Emanuela Corradini del Presidio etico del Trentino Alto Adige che siamo stati candidati e che ringraziamo».

Alla base dell’iniziativa, la volontà di contribuire alla costruzione di un futuro etico per il mondo enogastronomico, valorizzando l’impegno delle aziende e gli attori del comparto alimentare che – per principi, servizi, filiere e produzioni – hanno vocazione e attenzione all’etica.

La prima edizione di Ethical food design è stata promossa dall’associazione culturale Plana e da Aida Partners, con il patrocinio del Comune di Milano e dell’associazione per il Design industriale. Cristina Lazzati, direttrice del periodico Markup del gruppo Sole 24 ore, ha evidenziato come da ricerche di mercato realizzate dalla sua rivista, oltre il 74 per cento degli italiani è disponibile a spendere fino a un 15 per cento in più per avere prodotti etici, locali, prodotti nel rispetto dell’ambiente. «Per cui etica e sostenibilità sono un driver fondamentale per dare valore a livello locale».

Il comitato selettivo, coordinato dai food designer Paolo Barichella (presidente della giuria) e Mauro Olivieri, e dal vicepresidente di Aida Partners Gianna Paciello, è composto dal consulente per la gestione nell’ambito della ristorazione Emanuele Gnemmi, dal designer Marco Pietrosante, dal food designer Francesco Subioli, dalla giornalista food Marina Bellati, dalla designer della comunicazione Ilaria Legato e dall’imprenditore Paolo Mamo. —

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