Denis Lovatel porta la Pizzeria da Ezio tra le top 50 in Italia

Il prestigioso riconoscimento ritirato martedì a Napoli «Propongo l’impasto crunch senza scordare la tradizione»



. Per molti sarà in testa alla classifica personale, ma secondo 50 top Pizza la pizzeria da Ezio di Denis Lovatel è all’ottimo trentesimo posto tra le pizze più buone d’Italia e da un certo punto di vista, del mondo. Il riconoscimento è stato ritirato martedì dallo stesso pizzaiolo gourmet al teatro Mercadante di Napoli: dopo essersi piazzato 148° nell’edizione 2018, grazie a una nuova “ispezione” anonima ha scalato ben 110 posti arrivando a piazzarsi tra i migliori. Il podio è costituito da campani, come era facile immaginare, ma al quinto c’è il collega Simone Padoan de I Tigli di San Bonifacio, Verona.


«In tutto siamo quattro veneti tra i migliori 50 e tutti diversi tra di noi», racconta il maestro della pizza crunch, «noi facciamo pizza croccante, Padoan la pizza a spicchi, poi c’è anche la pizza in teglia e alla napoletana». La classifica va giù fino al 500° posto dove sono presenti anche altri colleghi bellunesi. «Stavolta non mi sono accorto dei giudici, altre volte invece mi può capitare di capire chi potrebbero essere, anche se vengono in anonimato», ammette Lovatel, «il punteggio è basato in primis sul piatto, ma anche della carta di vini, birre, oli e prodotti locali, oltre che contesto e locale».

A Lovatel è andato poi un premio speciale, quello della San Pellegrino per “innovazione e sostenibilità ambientale”, per la particolarità dell’impasto, il tipo di farciture e per «la nostra lotta allo spreco alimentare, l’uso degli scarti vegetali e delle erbe spontanee, la valorizzazione di prodotti del territorio, l’ausilio di fornitori di insaccati prodotti da allevamenti non intensivi e da animali cresciuti in stato semi brado».

A ottobre il pizzaiolo rappresenterà l’Italia a un convegno in Irlanda in cui chef da tutto il mondo sono invitati a parlare di sostenibilità ambientale. «L’invito è arrivato a inizio anno e per noi è stato una novità, oltre che un onore».

Il podio delle pizzerie campane con due pari merito da Caserta e Caiazzo e due napoletane a seguire fa riflettere sulla qualità del piatto: «Secondo me la pizza va rivista sempre nel segno della sua tradizione e storia, anche se il merito di averlo trasportato in prodotto gourmet è di noi veneti, che abbiamo creato e rafforzato il movimento, fino a far estendere questa visione anche al resto d’Italia». –



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