Protesta dei Protti contro Anas: «Giù le mani dai luoghi del Vajont»

Domani un presidio: nel mirino i prossimi interventi a Faè. «I lavori mettono a rischio il sagrato della vecchia chiesa»

LONGARONE

«Salvaguardiamo i luoghi e oggetti che testimoniano cos’è stato il disastro del Vajont». È in programma per domani una presidio contro gli avvisi di esproprio emanati da Anas in vista dei lavori per la realizzazione della nuova viabilità a Longarone.


A rischio sono i resti della villa Protti a Faè, non lontani dalla zona industriale, il sagrato della chiesa, sempre a Faè, e la cappella di Pirago. A lanciare l’allarme è Giovan Battista Protti, erede della famiglia che possiede l’area, oggi tenuta agricola, dove sorgeva l’antica villa. La zona è interessata dal primo stralcio dei lavori che prevedono la realizzazione di uno snodo per migliorare entrata e uscita della zona industriale in uno dei punti nevralgici per lo scorrimento del traffico. L’appello è che Anas corregga la rotta per salvaguardare uno dei pochi siti che testimoniano il patrimonio della Longarone prima del disastro.

«Già in questi giorni», spiega Protti, «Anas comincerà a espropriare il sagrato della chiesa di Faè e le fondamenta della vecchia casa, insieme alla cappella di Pirago: queste sono le uniche e ultime testimonianze del disastro del Vajont a Longarone. In questi mesi, insieme con l’associazione dei Superstiti, abbiamo ripetutamente segnalato la cosa alle autorità competenti, dal sindaco alla Provincia, ma, dopo ben sei lettere, nessuno ci ha dato risposta. Unica eccezione il vescovo Renato Marangoni. Questa è una mancanza di sensibilità e rispetto verso la memoria collettiva, visto che, con un po’ di buon senso, potremmo conciliare le esigenze di coloro che ritengono opportuno ammodernare il tracciato stradale, con il rispetto dei luoghi che ricordano il disastro del Vajont. È imbarazzante», aggiunge Protti, «che a tutto questo si sia dato un valore economico come se fossero dei normali lotti di campi o aree verdi qualsiasi»

«Ci teniamo a segnalare», si legge in una lettera dell’associazione dei superstiti “Vajont, il futuro della memoria”di Renato Migotti già inviata mesi alla Soprintendenza dei beni ambientali veneta, «che questi luoghi, in particolare i resti del sagrato della vecchia chiesetta della villa, sono le uniche testimonianze significative presenti ancora presenti nel nostro Comune del passaggio dell’onda del Vajont, un elemento di testimonianza che deve essere valorizzato e tutelato, anche secondo diversi articoli legislativi. In più, nei pressi c’è anche la sequoia riconosciuta albero monumentale e quindi da tutelare. Visto che c’è il rischio che l’area interessata venga coperta in parte dai lavori di allargamento stradale, auspichiamo che la Soprintendenza adotti gli opportuni provvedimenti di tutela dei vari beni». —
 

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