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Crollano due campanili di roccia dal monte Franza

Il cedimento ieri mattina è stato filmato da due residenti in passeggiata con i figli. Chiuso il sentiero 135

Cristina Contento
2 minuti di lettura



Si sgretola la Val Visdende: due mamme con quattro bambini assistono in diretta al crollo di due guglie dal monte Franza, in Val Visdende. Non sembra ci siano persone coinvolte, ma il soccorso alpino ha già predisposto la chiusura del sentiero 135 per la val Popera fino a completo assestamento.

«C’è stato un primo grande boato con sassi che cadevano, poi abbiamo visto le due guglie venire giù: appena il tempo di prendere il cellulare per filmare questa nuova calamità che si abbatte su questa valle, dopo Vaia». Parole di Verdiana De Lorenzo, di Campolongo, che ieri, verso le 11 era in passeggiata con una amica e i quattro bambini. «Stavamo camminando verso malga Ciuvion, sotto il Peralba, e proprio sulla nostra destra, sul monte Franza, abbiamo iniziato a sentire un boato», racconta Verdiana. «All’inizio abbiamo assistito a una scarica di sassi ma molto piccola e abbiamo fatto qualche fotografia per documentare la situazione. Ci saremmo allontanati di una decina di metri al massimo e sempre sullo stesso versante di fronte a noi ho visto staccarsi questi due campanili di roccia in alto».

Un crollo impressionante: «Sono partiti di colpo i due campanili e le scariche hanno continuato per un’oretta e mezza circa, forse i rimasugli di fronti che erano instabili. Saranno state le 11.15 circa quando abbiamo visto questi crolli. Le guglie si sono frantumate. La porzione di montagna interessata è la zona della Val Visdende di fronte al Plenta, un ristorante della zona. Stavamo andando a vedere la parte di valle interessata di Vaia, dove si stanno facendo i lavori di recupero dei tronchi abbattuti dal maltempo. Eravamo sulla strada che porta alla malga dove passano tutti i mezzi», continua la signora Verdiana.

Il crollo in due tempi ha permesso al gruppo di riprendere almeno in parte e di documentare dunque quella che viene considerata l’ennesima ferita della Val Visdende, già martoriata da Vaia.

«Il primo pezzo del crollo nel video non si vede: manca il momento dove si vedono questi due crestoni giganti che si sgretolano come fossero di carta», racconta ancora Verdiana, «in un primo momento non ho pensato a gente sotto, perché dove termina il bosco c’è un ghiaione infinito e lì non ci sono persone che si addentrano, non ci sono neanche sentieri, che mi risulti. Comunque quando siamo tornati indietro (purtroppo lì i telefoni non prendono) c’erano delle guardie boschive e forestali che abbiamo trovato al ristorante da Plenta e che abbiamo avvertito: loro avrebbero interpellato i vigili del fuoco e altri enti. Anche delle guardie ambientali hanno visto l’accaduto e hanno provveduto a fare segnalazioni. Per questa povera Val Visdende, invece, l’emergenza sembra non avere fine: già sembra un cimitero, e questo ora si aggiunge ad altri problemi». —

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