Riapre Baita Piè Tofana con interni di design e un menù raffinato

La struttura, gestita da Michel Oberhammer, è rinnovata In cantina ci sono i vini de La Cave, lo chef è Roberto Ottone 



«Per me ospitalità significa generosità e convivialità. Baita Piè Tofana è un sogno che si avvera. Un luogo che vive di passione, storia e autenticità». Con questo spirito Michel Oberhammer riapre Baita Piè Tofana.


Era il 1962 quando la famiglia Calzà decise di aprire un ristoro ai piedi delle Tofane. La casetta, che ha ospitato i cronometristi delle Olimpiadi invernali del 1956, è diventata una baita tradizionale all’arrivo di una delle più famose piste da sci di Cortina. Cinquantasette anni e un impegnativo lavoro di ristrutturazione dopo, la Baita ora ha una nuova gestione, con Michel Oberhammer.

Nato e cresciuto a Cortina, Oberhammer ha lavorato nelle attività commerciali di famiglia sin da piccolo. La ristrutturazione è stata affidata a Visual Display, azienda creativa con sede a Udine e specializzata in progetti di branding ed interior design. «Abbiamo lavorato su entrambi gli aspetti», commenta Giorgio Di Bernardo, direttore dell’azienda, «con l’obiettivo di valorizzare da un lato la storicità e le caratteristiche di riconoscibilità della Baita e dall’altro i concetti di ricercatezza e autenticità che sono i valori alla base della nuova gestione».

Il menù e le proposte culinarie sono firmate dallo chef Roberto Ottone. Piemontese di nascita, Ottone ha lavorato per prestigiose strutture alberghiere e ristorative nel Verbano, in Franciacorta, a Milano, Roma e Verona. «Il particolare menù viene rivisto e integrato durante tutto l’anno», dichiara lo chef, «una sfida anche estetica alla scoperta di una cucina italiana di alta qualità che trova le sue radici nel confronto con i piccoli produttori della nostra splendida penisola. Essere a Cortina d’Ampezzo è una bella soddisfazione e questi panorami ispirano la mia creatività».

In cantina non potevano mancare i vini de La Cave, l’azienda fondata da Oberhammer nel 2009. «La lista dei vini è la mia soddisfazione più grande», ammette, «ho selezionato quelli che hanno lasciato in me un segno indelebile. Vini che parlano di terra, luoghi e persone».

Un pezzo di storia quello di Baita Piè Tofana, che riprende vita e torna ad arricchire il già prezioso panorama delle proposte enogastronomiche di Cortina proprio nell’anno dell’assegnazione dei Giochi olimpici invernali del 2026 e a meno di due anni dai Mondiali di sci alpino Cortina 2021. —



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