Peaio, inaugurato il nuovo ponte sul Rudan

Abbattuto nel 2015 da una colata scesa dall’Antelao, è stato ricostruito ad un livello superiore rispetto al precedente



«Un ponte storicamente strategico, un ponte importante per Peaio e per tutta la valle del Boite, inserito nella lunga via delle Dolomiti, fiore all’occhiello del nostro territorio».


Così il sindaco di Vodo, Domenico Belfi, ieri sera ha sintetizzato l’importanza dell’inaugurazione del nuovo ponte realizzato dalla Regione sul torrente Rudan. Nell’abitato di Peaio, nel Comune di Vodo, sono tornati da alcuni giorni a transitare sulla pista ciclo pedonale i turisti e i valligiani.

L’intervento è stato realizzato dalla Regione e segue ad una lunga serie di opere che sono state effettuate sul torrente Rudan dopo la colata del 2015. Nell’agosto di quattro anni fa dall’Antelao si riversarono sul torrente massi enormi e detriti. La furia della colata distrusse il ponte ma, grazie alle briglie realizzate a monte di Peaio, non colpì la Statale e l’abitato. «Mi ricordo benissimo quella serata», ha rivelato l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Gianpaolo Bottacin, «io ero in giunta veneta da poco più di un mese e avevo già vissuto la tromba d’aria che a luglio devastò la riviera. Mi chiamarono dai Servizi forestali e mi dissero che era scesa la colata dall’Antelao. Mi parlarono proprio del ponte sul Rudan, del fatto che fosse stato divelto e che all’inizio sembrava ci fossero dei dispersi sotto le macerie. Per fortuna qui non c’era nessuno; le vittime purtroppo ci furono; a San Vito la furia della frana stroncò la vita di tre turisti».

Da allora la Regione per sistemare i danni c’è sempre stata e ieri lo hanno ricordato i sindaci di San Vito, Borca, Vodo, Cibiana e Valle, presenti alla cerimonia di inaugurazione del nuovo manufatto indossando la fascia tricolore.

«Nel Veneto», ha sottolineato Belfi, «ci sono stati tanti problemi inerenti il dissesto in questi anni. E anche qui l’Antelao si è mosso di nuovo. Ma Bottacin non ci ha mai abbandonato e oggi siamo orgogliosi e onorati che sia con noi a festeggiare questo ponte».

Prima si è messo in sicurezza l’abitato e poi si è pensato al ponte. «Qualcuno potrebbe dire che ci abbiamo messo tanto dal 2015 ad oggi», ha ammesso Bottacin, «è anche vero, ma avevamo tante emergenze, una burocrazia pesante e poi l’Antelao non è mai stato fermo. Ricordo lo scorso anno quando proprio durante i lavori al ponte un operaio fu miracolato: mentre era sull’escavatore scese la frana e riuscì a mettersi in salvo indenne. La Regione ha investito circa 7 milioni per i danni causati dalle colate dell’Antelao. Attendevamo dei soldi anche dallo Stato che nel 2015 non sono arrivati». Ora i lavori non sono terminati. Sono in corso, sul torrente Rudan, le opere per l’installazione del monitoraggio e dell’allarme frana. Anche queste sono finanziate per 240 mila euro dalla Regione Veneto. Il ponte, costruito ad un livello più alto rispetto al passato, è stato benedetto ieri sera dal parroco di Vodo, don Gianni Rech; in tanti hanno voluto partecipare alla festa. —



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