Saracinesche abbassate: crisi infinita in via Matteotti

In pochi mesi una decina di imprenditori hanno preferito gettare la spugna. Presto chiuderà anche l’erboristeria e la farmacia all’Ospedale traslocherà



Via Matteotti abbassa le saracinesche. La crisi del commercio non è passata e lo si vede bene in una delle vie più centrali del capoluogo: qui, nel giro di un paio d’anni, hanno chiuso una decina di attività commerciali. Una moria che rischia di non avere fine.


Quello che fa riflettere è il modo in cui questi negozi chiudono: dall’oggi al domani. L’ultimo ad aver issato bandiera bianca è il negozio di abbigliamento Civico 39: ha chiuso i battenti la scorsa settimana, nemmeno un segno premonitore che potesse avvenire una cosa del genere.

Dopo Vodafone, Blue Spirit, And e “Intima” (a cui aveva fatto seguito per qualche mese un’attività legata alla birra), dall’inizio dell’anno hanno chiuso i battenti il negozio per bambini “Manai”, “Pullover” e, appunto, “Civico 39”.

Ma non è finita: a fine settembre abbasserà la saracinesca per l’ultima volta l’erboristeria Eufrasia, mentre entro fine anno la Farmacia all’Ospedale La Speziale srl si sposterà in piazza dei Martiri, accanto alla libreria Campedel. Parliamo di attività importanti, diventate in un ventennio un punto di riferimento per la città e per i bellunesi.

«Sono qui da vent’anni e sono costretta a dire basta», dice Antonella Soppelsa, che gestisce l’erboristeria. «La decisione di chiudere non è stata facile da prendere, ma così non si può andare avanti. Sempre meno clienti e poi cosa dire delle tasse che ci uccidono? La gente preferisce i centri commerciali o addirittura acquistano i prodotti su Internet. Bene, visto come stanno le cose, anch’io tenterò la strada del web per continuare la mia attività».

La farmacia all’Ospedale La Speziale all’inizio di via Matteotti si sposterà in piazza dei Martiri, in posizione più centrale, lasciando vuoto un grande spazio proprio all’ingresso del centro cittadino: «Dispiace vedere come l’ingresso della città si stia spopolando», sono le parole di Miriam De Min, presidente della Consulta Ascom. «Di questa situazione continuiamo a discutere da tempo in associazione, con il presidente Paolo Doglioni, che da sempre chiede misure per ripopolare il centro, come affitti più bassi e ristrutturazioni di abitazioni. Come associazione, insieme con il Consorzio Centro storico, stiamo lavorando per un Natale più attraente. Stiamo cercando di dare il massimo. Ma le aziende oggi fanno fatica a stare in piedi, perché le spese sono tante. Se chi ci governa a Roma pensasse a detassare o a mettere qualche incentivo per il commercio, forse andrebbe meglio».

E ora all’orizzonte c’è lo spauracchio dell’aumento dell’Iva: «Speriamo di evitare questo ulteriore balzello, perché per molti sarebbe la fine». Anche per la presidente della Consulta Ascom, gli acquisti su Internet stanno diventando sempre più diffusi e la gente «non tiene più come un tempo all’abbigliamento. Sono sempre stata ottimista, ma ora fatico a vedere la luce oltre il tunnel. A mio avviso, il commerciante che non si arrende e resta aperto va considerato un piccolo eroe».

Tanta preoccupazione, ma anche grande determinazione per chi continua a lavorare in via Matteotti. «È un dispiacere vedere questa via spopolarsi», dice Alessio Bortolini, titolare di Blue Dress. «Anche perché questo è l’ingresso della città. Il commercio sta attraversando un momento di cambiamento, ma qui ci sono tanti professionisti che lottano ogni giorno, cercando di offrire il meglio alla città, gratificati anche dalla affezionata clientela». —



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