Safilo, mobilità volontaria per 50 addetti

L’accordo sindacale è stato siglato a maggio e ieri si è chiuso con un’uscita incentivata di oltre 40 lavoratori di Longarone



Altri 50 lavoratori della Safilo di Longarone se ne sono andati in questi tre mesi dallo stabilimento bellunese, in maniera volontaria.


Si è concluso ieri, infatti, l’accordo che era stato siglato il 19 maggio scorso tra i sindacati di categoria della provincia di Belluno Femca Cisl, Filctem Cgil e Uilctem Uil e la società produttrice di occhiali, per la mobilità volontaria incentivata di una cinquantina di dipendenti dell’area produttiva.

«L’accordo è stato siglato a maggio», precisa Denise Casanova, segretaria della Filctem Cgil, «per l’uscita volontaria incentivata di 50 lavoratori di Longarone. E alla conclusione dell’accordo i dipendenti che hanno deciso di andarsene sono stati oltre una quarantina». Gli ultimi accordi per l’uscita volontaria incentivata sono stati siglati proprio ieri.

Quindi quanto sottoscritto tra sindacati e azienda, ha avuto una notevole eco, tanto che quasi tutti i posti per la mobilità sono stati accolti. «Si tratta perlopiù di persone a cui mancavano alcuni mesi, al massimo un anno o due alla pensione, che hanno deciso quindi di approfittare di questa uscita incentivata per andare in pensione oppure per andare a fare altro», commenta ancora Casanova.

Si tratta di una delle tante procedure di mobilità volontarie che negli anni ha interessato la fabbrica longaronese dell’occhialeria e che ha contribuito a diminuirne drasticamente il numero di addetti. Sessantotto persone sono uscite volontariamente tramite accordo nel 2014, altre 10 se ne sono andate nel 2016, e ora se n’è andata un’altra cinquantina. A forza di contratti di mobilità, quindi, anche il numero dei lavoratori della Safilo negli anni è sceso. Ricordiamo che c’è stato un momento in cui gli addetti erano 1.300 e ora sono poco più di 900.

Intanto, nei giorni scorsi, a Padova è stato siglato un altro accordo di mobilità volontaria incentivata per 80 lavoratori di Safilo Spa, cioè l’azienda che raccoglie soprattutto personale impiegatizio e della logistica. Gli stabilimenti interessati sono quelli di Padova, appunto, di Santa Maria di Sala con Martignacco e a latere anche quello di Longarone. Anche il settore impiegatizio di Safilo ha già subito negli anni una decurtazione tanto che solo nella fabbrica bellunese, dei 43 addetti del reparto resi, ne sono rimasti soltanto 12. E ora anche questi potrebbero essere interessati a un’uscita volontaria anticipata, anche se per i sindacati di categoria del Bellunese, gli addetti di Longarone non dovrebbero teoricamente essere al centro di questo accordo. Ma non è escluso che qualcuno dei 12 rimasti decida di andarsene con l’incentivo. —



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