A Belluno crescono i residenti. Massaro: «Qui si vive bene»

Il sindaco soddisfatto: «Merito della qualità della vita e dei servizi che offriamo». Raddoppiate le ciclabili in sette anni, «e abbiamo molti progetti in lavorazione»

Spopolamento? Il capoluogo va in controtendenza. I dati sulla popolazione residente in città nel 2018 hanno il segno più davanti. Rispetto al 2017 ci sono 123 persone in più. Frutto, certamente, dell’aumento dell’immigrazione (+175 persone, sono state 1.340), ma anche dell’aumento dei nuovi nati, cresciuti di trenta unità rispetto al 2017. Sono diminuiti i decessi (-36) anche se il saldo naturale resta negativo: a fronte di 251 bimbi nati, l’anno scorso si sono registrati 406 morti.

La curva dei residenti nel capoluogo delle Dolomiti è tornata dunque a salire, come evidenziano i dati contenuti nella parte generale del Dup, il documento di programmazione 2020-2022.


I dati

L’andamento è stato altalenante negli ultimi quattro anni: nel 2015 in città vivevano 35.870 persone, nel 2016 erano 35.876, nel 2017 erano 35.710, nel 2018 si è saliti a 35.833. Sono aumentati i nuclei familiari, passati dai 17.061 e 17.069 del 2016 e 2017 ai 17.172 del 2018. E l’anno scorso è diminuita l’emigrazione: sono 1.062 le persone che hanno lasciato Belluno, 48 in meno rispetto al 2017.

La composizione della popolazione, però, evidenzia una netta predominanza di adulti e anziani: i bambini sotto i 5 anni sono 1.185 (solo il 3% della popolazione), quelli fra 6 e 14 sono 2.594 (7%). Il 15% (5.210 persone) ha fra 15 e 29 anni. La fascia adulta, compresa fra 30 e 64 anni, è quella predominante in città: ne fanno parte 16.811 persone, il 47% del totale. Gli ultrasessantacinquenni, infine, sono il 28% (10.033).

I dati del 2019 non sono ovviamente disponibili, ma la sensazione è che ci sia un certo dinamismo in città.

Si sceglie Belluno

I motivi della crescita della popolazione, secondo il sindaco, sono diversi: «Da un lato Belluno è diventata conosciuta a livello nazionale», spiega Massaro. «Abbiamo fatto un gran battage sulla qualità della vita, dei servizi che offriamo, abbiamo cercato di trasmettere un’immagine della città “capitale delle Dolomiti”. Un’immagine positiva, che era fondamentale far passare per far emergere le nostre eccellenze».

«Dall’altro lato, parecchi imprenditori ci hanno detto di aver trovato finalmente una grande disponibilità da parte del Comune a far crescere le imprese», continua Massaro. «Pur nella ferrea diversità dei ruoli fra pubblico e privato, si deve lavorare insieme per il bene della nostra città, e in continua collaborazione alla ricerca delle opportunità di sviluppo socioeconomico. Questo dev’essere l’obiettivo comune». Alcuni progetti privati, come quelli che interessano la zona dell’ex Banca d’Italia, ne sono la prova.

I nodi

Nella discussione in consiglio comunale, l’opposizione ha evidenziato la carenza di piste ciclabili. Anche questo dato è presente nel Dup. È vero che i km di percorsi sono quasi raddoppiati rispetto al 2012, ma sono passati da 11 km a 21 km circa. Pochi, secondo i consiglieri di minoranza, che hanno sollecitato un maggior impegno da parte dell’amministrazione.

«In realtà stiamo lavorando molto, nonostante le criticità dovute alla nostra conformazione geografica», spiega Massaro. «Abbiamo problemi di pendenze, di spazi perché sono tutti occupati da strade, problemi ambientali e paesaggistici. Avevamo un progetto per la ciclabile lungo via Tiziano Vecellio ma dovremo riprogettarla a causa di alcuni cedimenti sui versanti in zona Piave». È in ritardo anche il completamento della ciclabile fra via Feltre a Marisiga, «perché ci sono stati ritardi da parte dell’ente capofila di quel progetto, la Provincia». I lavori dovrebbero iniziare in primavera.

I progetti

Il Comune, comunque, sta lavorando ad alcuni collegamenti: «Ad esempio la ciclabile Belluno - Sedico», conclude Massaro, «sfruttando la parte alta del territorio, di cui è parte integrante il ponte sul Gresal che stiamo recuperando. Abbiamo già il progetto, bisogna solo trovare le risorse (350 mila euro per arrivare a Antole). Si lavora inoltre per raggiungere Limana (progetto complesso perché ci sono zone difficoltose da oltrepassare come la strettoia di villa Buzzatti) e Ponte nelle Alpi. Per arrivarci attraverso Levego, però, servirebbe un ponte nella zona del De Gusto, mentre in destra Piave che da risolvere il tratto fino a Villa Montalban».

Tutti progetti da sviluppare, e finanziare, ma ai quali si sta lavorando. —
 

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